Fenomenologia della pupù: 5 rimedi serissimi ed efficaci contro la stitichezza infantile.

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Ebbene, toglietevi subito quel sorrisetto ironico dalla faccia, signori miei, che questo è un argomento serio, anzi, serissimo. Non mi credete? Provate a pensare a quale sia l’argomento di conversazione più gettonato tra gli italiani in vacanza all’estero, preferibilmente (ma non necessariamente) ad un paio di fusi orari di differenza dalla madrepatria. Al secondo giorno, o massimo al terzo se proprio siamo con gente con cui il livello di confidenza non è così elevato, scatta subito il resoconto dettagliato con tanto di statistica sulla qualità e consistenza delle nostre produzioni (oppure le lamentele sull’interruzione dei lavori, a seconda). Se ancora non vi basta, digitate “cacca”o “pupù” nella casellina banca della vstra home page di Gugòl, e resterete quantomeno attoniti davanti all’abbondanza di forum e topic, peraltro generosamente ricchi di entusiasmanti dettagli, che apprensive mamme 2.0 riversano quotidianamente nel web, inondando i vari forum stile pianetamamma o alfemminile di sostanziosi resoconti sulle prodezze delle loro beneamate creature.

Incidentalmente, un’osservazione a proposito dei suddetti forum e delle utenti decerebrate che ne abusano, visto che con ogni evidenza le pagine di guida all’utilizzo sono in assoluto le meno visitate del web. La maggioranza di queste giovani (e meno giovani) sprovvedute, infatti, sembra bellamente ignorare il ruolo di quella strana istituzione che si chiama titolo del thread, che per noi utenti comuni dovrebbe servire ad individuare immediatamente i topic di nostro interesse, per leggere ed eventualmente commentare. La maggior parte di codeste menti illuminate, infatti, sceglie invariabilmente di iniziare nuovi Thread dal chiarificante ed esaustivo titolo “AIuto! Ho bisogno di voi…………………” O ancora, per quelle più internescional, “Helpppp!!!!! Problemone!”, dove la quantità di puntini (tre, i puntini di sospensione sono sempre e solo TRE!), di punti esclamativi e faccine lampeggianti, è inversamente proporzionale al QI medio della scrivente, per dire.

Sta di fatto che la pupù, in particolar modo quella infantile, continua ad essere argomento da dialogo sui massimi sistemi, nonché una delle ragioni fondamentali delle quotidiane telefonate di nonne in apprensione in grado di buttare te, povera ed incosciente neogenitrice, giù dal letto alle sette e mezza di mattina, per sapere se il piccolino “ha fatto poi la cacca ieri sera?” Altro che i maya e la fine del mondo. Eh sì, amiche single che dissipate la vostra fatua vita tra aperitivi, vestiti, scarpe e ufficio. Sì, il fatto che noi, ex compagne di gozzoviglie fino a tarda notte con l’unica priorità di riuscire a convincere il dj a tenerci la borsetta dietro la console mentre ci scateniamo come ossesse per ballare sul cubo lì accanto senza rovinare miseramente giù dal nostro tacco dodici, ora siamo in grado di sostenere dettagliate ed approfondite conversazioni proprio sulla cacca, non deve stupirvi, o tantomeno scatenare in voi imbarazzo, o peggio, compassione per la miseria in cui ci vedete ridotte. Giungerà il vostro momento, e allora capirete. Mentre noi vi aspetteremo fuori, al parco, con i nostri spannolinati pargoli ed un sorriso di sorridente superiorità.

Perchè noi lo sappiamo, che se la creatura non l’ha fatta, o se comunque il colore, l consistenza, l’odore e la quantità del prodotto non è conforme a ciò che noi riconosciamo come standard medio qualitativo, per noi poi sono ca…i. Perchè gli viene male al pancino, e non mangia, e diventa nervoso, e un sacco di altre temibili conseguenze che per una strana forma di legame causa effetto, la stitichezza infantile pone immediate conseguenze a livello di sanità mentale delle sventurate genitrici.

Nella mia pur scarsa esperienza di madre di un adorabile pollastrello di poco più di un anno, ho però accumulato alcune semplici strategie, del tutto innocue e non invasive, per affrontare con successo l’evenienza della stitichezza infantile, sconfiggendola senza pietà non appena si ripresenta. E prontamente le condivido, certa che vi saranno utili, Sì, anche a te, amica-zia- cugina single che ti stai spupazzando la creatura e all’improvviso arricci il naso, distogli imbarazzata lo sguardo e ti affretti a resituirmi il pupo, allegramente soddisfatto della sua brillante impresa. Verrà anche il tuo momento, sappilo.

1. Stitichezza invernale.
Avete presente, quando li avete appena lavati, cambiati, messo il pannolino bodyno tutona scarpine e sacco imbottito, preparato camomilla, biberon, biscottino, pannolini di scorta, due cambi, ciuccio, etc e siete finalmente pronte per approfittare dell’unico quarto d’ora di sole che abbiate visto in tutto gennaio per una passeggiatina? Ebbene, lui all’improvviso assumerà quell’espressione tra il concentrato ed il pensieroso, il suo visetto arrossirà leggermente, le sopracciglia lievemente corrugate per lo sforzo, e zac!. Non fate finta di niente,lo sapete quanto me che cosa significa quell’odorino, Ricominciate tutto da capo, e non vi arrabbiate troppo col pianeta porco bastardo se quando sarete pronte di nuovo avrà cominciato improvvisamente a piovere.

2. Il pranzo della domenica.
Sì, è la prima domenica dopo MESI in cui, dopo una incredibile dormita di ben sei ore filate, non siete state catapultate giù dal letto rischiando un’ustione di terzo grado nel tentativo di preparare un biberon ad occhi chiusi. Vostro figlio, o vostra figlia, ha inspiegabilmente deciso di concedervi una mattinata tranquilla, in cui siete rimaste a letto fino all’incredibile orario delle nove e mezza, che quasi avete i sensi di colpa per aver dormito tanto con tutta la roba che avreste potuto stirare invece. E piene di ottimismo, vi sentite in grado di affrontare anche un pranzo dai parenti, quelli antipatici, che se non andate mai a trovarli un motivo c’è, e forse più di uno. Vestite la cretura con i vestitini più belli, il bavaglino ricamato, tutti in quei fntastici colori chiari che fanno tanto nursery e coccole. E siccome siete mamme furbe, sapete benissimo di dover aspettare l’ultimo minuto utile per abbigliare i vostri pargoli, nella speranza di riuscire a rimediare almeno cinque minuti di gloria prima che l’ammirata creatura decida di dare al proprio outfit un aspetto un pò meno perfe… come non detto. Che poi mica una cosina secca e semisolida, facile da cambiare. No, no, in quei casi, abbondanza di liquidi che nemmeno lo Ior. E si arriva in ritardo, con i vestiti peggiori che avete, perchè NON avete stirato. E vostra madre, implacabile… “Ma non avevi proprio NIENT’ALTRO da mettergli? Con tutti quelli che gli ho comprato!!” Alè.

3. Il negozietto carino.
Avete rimandato a lungo, nella vana speranza di perdere almeno un paio di quei chiletti che dopo la gravidanza si tengono saldamente abbarbicati al punto vita e non ne vogliono sapere di abbandonarvi con buona pace di Dukan e Gianluca Mech di tisanoreica insieme. Ma non potete più procastinare: dovete andare a prendere qualcosa di decente da mettervi al matrimonio di vostro cugino. E scegliete di andare in quel negozio in centro che ha tutti quei vestitini carini che quando eravate incinte guardavate con aria tra il sognante e lo speranzoso dalle vetrine, in attesa che il vostro punto vita ritrovasse una circonferenza un tantino meno equatoriale. Sta andando tutto bene. Lui (lei) rimane tranquillo nel suo ovetto, regalando sorrisi qua e là, giocherellando col suo doudou, e a voi non sembra vero. Ecco, infatti, non lo è. Perchè nel momento ESATTO in cui una dolce signora in tailleurino color pastello, scarpe col tacco a rocchetto, filo di perle e profumo di cipria, si avvicina per toccargli le manine (SIGNORA! LE MANINE NO CHE POI SE LE METTE IN BOCCA, NON LO TOCCHI PER FAVORE, con lei che ci guarda come se fossimo l’essenza stessa della maleducazione), la creatura sforna orgogliosamente un odore che qualche ente internazionale potrebbe catalogare come arma chimica seduta stante. Con immediata fuga della vecchina, che se non altro non è detto che sia un male, anzi.

4. Al ristorante chic.
All’estero non è così, all’estero anche le bettole più bettole hano uno straccio di fasciatoio, o comunque piano d’appoggio, nei servizi, dove cambiare la creatura. Da noi, no. Da noi si aspettano che lo cambi in macchina, con temperatura esterna meno cinque gradi, (o quaranta gradi all’ombra, a scelta) effettuando manovre di contorsionismo, per prendere i pannolini, tenerlo fermo, cambiarlo senza lasciar cadere il vecchio pampers sul tappetino dell’auto (i pannolii sono come le fette imburrate, cadono SEMPRE, INESORABILMENTE sul lato sbagliato) e rivestirlo tutto a porte chiuse. Altro che il kamasutra in auto della scellerata gioventù. Perchè il pargolo, se ha deciso, non la fa mica in un momento qualsiasi, tipo nella mezz’ora tra l’antipasto freddo e il primo primo. No, lui la fa nell’istante preciso in cui vi portano il risotto al tartufo d’Alba, per dire.

5. La manicure.
Dopo mesi di docce quando capita, capelli costantemente spettinati e abbigliamento casual (un eufemismo per le tute sformate in stile “sì, non mi si può guardare, ma almeno sto comoda) avete appena deciso di tentare un timido recupero della vostra femminiltà sopita e dormiente, o almeno di quello che ne resta. Di andare dall’estetista non se ne parla nemmeno, non ci sarebbe mica il tempo. E lui vuole solo la sua indispensabile, insostituibile mamma, quindi l’ipotesilasciarlo alle nonne quell’oretta è fuori discussione. Quindi, dopo che ha mangiato, bevuto, rigurgitino, cambiato, pipì che accidentalmente esce dal pannolino, ricambiato integralmente, ninnananna, addormentato, vi decidete per una meravigliosa quanto drammaticamente necessaria maschera viso. Esfoliante, idratante, emolliente,RILASSANTE. Visto che dorme, vi permettete il lusso di una doccia di durata lievemente superiore al record olimpico dei cento metri piani, e già che ci siete, dopo aver controllato che lui dorma ancora (aaaah, il silenzio. Come ho potuto passare così tante ore in discoteca da giovane? Come?) optate per una sottospecie di manicure faidate. E nel momento esatto in cui avete miracolosamente steso lo smalto in modo uasi dcente anche sul mignolo destro, e vi apprestate a sedervi sul divano per un pò di sano disprezzo dell’accozzaglia di colori invariabilmente proposta da Barbara su Real Time con le dita allargate ad asciugare, lui si sveglia. E fa tanta di quella cacca, che vi viene da chiedervi come sia fiicamente possibile per una creatura lunga neanche settanta centimetri, pesante meno di otto chili, generare una simile copiosa abbondanza di.

Pediatri di tutto il mondo, io ve lo dico. Altro che il Reuflor. Sedute di estetista alle mamme, dovete prescrivere

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One thought on “Fenomenologia della pupù: 5 rimedi serissimi ed efficaci contro la stitichezza infantile.

  1. ahahaha è vero! La cacca tira” tra i neo-genitori… Ho provato a mangiare ad un pranzo di matrimonio con resoconto dettagliato della sciolta del figlio di un commensale. Dopo un po’, ce l’ho mandato, a lui, a suo figlio… e al sondino! olè. Ma non bastava schiacciargli la pancia come quando sgonfi il materassino finite le vacanze? qualcosa temo, mi sfugge…

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