Scomodo. Come un letto nuovo, sconosciuto.

” So long as you write what you wish to write, that is all that matters; and whether it matters for ages or only for hours, nobody can say. ”
― Virginia Woolf, A Room of One’s Own

A room of one’s own, dove room per me è uno spazio, più che una stanza. Questo, virtuale, del blog.

Primo post in senso relativo e non assoluto, primo nello spazio virtuale tutto per me di questo dominio, ma non nel tempo, preceduto da tutti gli altri importati con imprevisto successo dal blog su wordpress.com.

Il primo post è sempre scomodo. Come un letto nuovo, sconosciuto, privo della rassicurante memoria delle forme, quasi ostile. Sperimento la scomoda ricerca della posizione giusta. Mi aggiro, inquieta, scrivo, cancello, correggo, riscrivo.

Un post inconsistente, per rompere il ghiaccio, segnare la discontinuità con quanto è stato prima, stabilire un nuovo inizio.

Niente buoni propositi, qualcuno di cattivo, forse. Che i cattivi, si sa, sono per natura spesso più intelligenti, e di frequente più divertenti da mantenere.

Un pò di spippolamenti vari già li ho fatti. Temporanei, come tutto.

(E nulla è più definitivo di ciò che è temporaneo).

Idee, nuove, tante. Da pensare, da scrivere, da disegnare, da fotografare.

Identità virtuale in costante divenire.

Ci studio su. E bevo caffè.

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