Cominciamo bene, anzi male. Come (non) partire col piede sbagliato se apri un locale nuovo.

Che poi io non vorrei essere sempre quella che, ma insomma, mi capitano sotto gli occhi ed è più forte di me. (Vorrei poter dire sinceramente che) mi spiace, ma ci scappa il post.

Un locale trattoria, contesto collinare, ambiente carino ma essenzialmente rustico, tipo legno, sasso etc. sta per riaprire.

Lo annuncia su Facebook con un’immagine invito a dir poco sfolgorante, molto VIP, molto Gold, molto traslucida, molto club.

Bello. Poco leggibile, ecco. (E nemmeno poi tanto bello, ma dai, lode all’impegno.)

Peccato che uno a prima vista pensa si tratti di un lounge bar, e poi ci leggi ristorante pizzeria, spazio per bambini etc.

Io da quando ho figli le robe golden,  silver, traslucide, già le elimino a priori. Sono posti in cui di solito non ti danno il piatto di prosciutto cotto, non ti fanno la pasta corta al pomodoro. Le robe VIP, quando hai uno o più nani, le scarti senza nemmeno guardarle due volte, perché non ci si può gridare o correre o disegnare sulle tovagliette di carta.

Se vuoi fare il ristorante pizzeria non puoi presentarti così. La specialità carne alla griglia va con lo sfondo oro lucido come i cavolini di Bruxelles a colazione. Oro non vuol dire eleganza, raffinatezza, distinzione, soprattutto quando è ovunque. Un pizzico d’oro lo puoi usare se sei un ristorantino chic, uno di quello carini dove si parla piano, dove le thonet sono rivestite e le porzioni sono piccole e ricercate, dove si sorseggiano bollicine pregiate, non pinte di birra.

Fare comunicazione sui Social non vi consente di ignorare le regole della comunicazione tradizionale. Non è che basta esserci e usare colori forti perché vi notino, dovete proporvi con una immagine ancora più curata, coordinata e coerente alla vostra identità di quella che già vi è richiesta sui canali offline.

Invece di buttar via soldi per invitati “vorrei ma non posso” per l’inaugurazione, tipo il fidanzato di o quella che era famosa dieci anni fa, io fossi in voi li userei per comunicare meglio e più a lungo.

Per sopravvivere, garantire un prodotto/servizio di qualità è importante, ma saperlo comunicare è essenziale.

Poi ci vuole anche il fattore Q., ma quello arriva anche un po’ se gli lasci la porta aperta ed eviti di farti male da solo, ecco.

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2 thoughts on “Cominciamo bene, anzi male. Come (non) partire col piede sbagliato se apri un locale nuovo.

  1. In una vita precedente mi sono occupata di creazione d’azienda, ovvero facevo formazione e piani d’impresa per chi voleva mettersi in proprio e una dei messaggi primari era mandare un messaggio chiaro all’esterno. Ovvero la vetrina, la comunicazione, i volantini etc. dovevano rispecchiare ciò che era il locale.
    Sembra una cosa banale ma, come mi dimostri nel caso di questo ristorante, è dura da far capire

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    1. Hai perfettamente ragione. Purtroppo in parte può essere “colpa” dello studio grafico, che non è riuscito a consigliare bene il cliente realizzando una grafica adeguata e coerente, ma spesso il committente non ascolta minimamente il consiglio professionale, convinto di saperne molto di più.

      Con risultati come questi.

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