Arrabbiata? Nah, pigra.

Mi dicono che scrivo troppo da arrabbiata.

La cosa mi perplime, costringendomi ad una accurata auto-rilettura, con relativa analisi di coscienza.

Le robe di Social media marketing, o meglio l’esatto contrario, tipo questa, o questa, o magari anche questa quelle sì, mi fanno arrabbiare. Perché adesso è un pò che non lavoro sul serio, a parte gli articoli su Dolcesalato, che tanto sono uno al mese e ci lavoro su solo 29 giorni, ma quello di socialmediacoso è un lavoro che sento mio e che farò non appena.

(Che poi ultimamente che sono troppo incinta per mi arrivino proposte molto interessanti di collaborazione, che devo rifiutare per correttezza visto l’approssimarsi del agh! parto, e del fatto che a settembre con uno di due anni e uno di due giorni ehm, fatica, e che tra tipo due anni o tre, quando entrambi saranno asilati, non mi filerá nessuno, ecco, questa è una certezza.)

Ma ecco, Social media fail a parte, io non sono incazzata. Gli ormoni della maternità mi fanno al contrario sentire quasi un esemplare bovino di insolita placiditá, almeno sulla base dei miei standard abituali. Sono mansueta, calma, concentrata nel fare l’unica cosa che mi riesca in questo periodo:

ASPETTARE.

Il tempo passa lento, eppure veloce.

Giornate in cui capitano un sacco di cose, in realtà, pur non succedendo niente. Giorni pieni dei suoi “Perché? Cos’è? Chi è? A cosa serve?”.

Ore fatte di passeggiate, sempre più corte e faticose, e di innumerevoli macchinine disseminate ovunque con il costante rischio di rompermi una gamba pestandone qualcuna, fette di anguria nana (quanta anguria, quanta) e vigorosi calci nella pancia che cresce.

Mi arrabbio meno, rido molto.

Sono preoccupata, spesso stanca, ma felice. Il sarcasmo, quello resta, è parte di me. Autoironico a volte, sferzante sempre. Selettiva di natura, esigente con gli altri quasi quanto lo sono con me stessa, taglio rami secchi, senza piantare troppi semi nuovi. Accumulo molte meno illusioni, col risultato che la gente mi delude meno. Conservo, intensificandola, la predilezione per gli antipatici. Quelli che non si sforzano, quelli che se ne fregano, quelli che stanno cosí bene anche da soli che capisci che devono per forza essere interessanti, se no si annoierebbero.

(Poi ci sono le eccezioni, quelli che sono stronzi e basta, che stanno da soli perchè sono incapaci di accettare i propri fallimenti e ne attribuiscono sempre la colpa agli altri, ma va bene lo stesso, in fondo non è così importante. No?)

Ho meno forze, meno attenzione,meno fiato: il mio corpo sembra ostinarsi a conservare tutte le energie per lo scopo più importante impedendomi di sprecarle altrove, arrabbiandomi.

Ecco perché in realtà non scrivo davvero da arrabbiata. Sono troppo stanca, pigra, indolente, placida per aver voglia di arrabbiarmi sul serio, sapete. Troppa fatica, arrabbiarsi.

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