Mammacasetta.

I bambolotti non mi sono mai piaciuti più di tanto. Bebi Mia, in effetti, mi faceva un pochino impressione. Ve la ricordate, vero, Bebi Mia? Scritto proprio così, che erano i travolgenti anni ottanta e l’inglese era ancora per pochi. (Adesso, invece, eh).

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Una delle mie amichette dell’asilo ce l’aveva, e cercava di farmi invidia… Ma io, niente. L’avevo anche guardata, alla Standa, Bebi Mia. A mia madre non piaceva, e costava anche parecchio, con la scusa che parlava e tutto, ma credo che sarebbe stata più che felice di comprarmela, se l’avessi voluta, pur di vedermi giocare anche un po’ alla mamma.

Tra parentesi, che nostalgia la Standa in corso Palladio a Vicenza, con quelle meravigliose scale mobili, e tutti quei giocattoli, era il Paese delle Meraviglie. Adesso c’è Benetton, ma le scale mobili ci sono ancora, con un pianerottolo trasparente nel mezzo che a camminarci sopra mi dà le vertigini e faccio sempre tutto il giro del negozio piuttosto.

Comunque, Bebi Mia io non l’ho mai avuta, nè tantomeno desiderata. Avevo un po’ di bambolotti, con i vestitini carini confezionati dalle amorevoli e magiche mani di mamma. Avevo anche la cesta-culla, e forse il biberon, ma io, a mamma casetta, ci ho giocato ben poco.

Io giocavo con le Barbie, erano donne in carriera, le mie Barbie. Con i capelli massacrati dalle mie vigorose sforbiciate, ma in carriera, e sempre con i tacchi. Altro che bambolotti.

Eppure, alle cinque di stamattina, cambiando il fagottone gloriosamente entrato in squadra poco più di otto settimane fa, ho provato questa sensazione di irrealtà, di stupita meraviglia. Come un gioco, appunto.

Sazio, anzi, satollo, mi guardava placido, sdraiato sul fasciatoio, con quei suoi mezzi sorrisetti che fa a pancia piena. Che non è mica allattato richiesta, lui, no. Lui è allattato direttamente a PRETESA, e finché non è pieno all’orlo, con il latte che minaccia seriamente di uscirgli dal naso e dalle orecchie, non se ne parla di stare giù buono buono.

Abbiamo cambiato il pannolino, il body, la tutina, che gli idranti che mi ritrovo nel reggiseno nel secondo in cui si era staccato per prendere fiato, lo avevano letteralmente inondato di latte a spruzzo.

E mi sembrava davvero di stare giocando con un bambolotto. Solo che questo è vero, e vuoi mettere.

Adesso sì che mi piace, giocare a mammacasetta.

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2 thoughts on “Mammacasetta.

  1. Pensa un po’, io odiavo le Barbie (leggenda vuole che spezzai un plastico braccino ad un esemplare di un’amichetta) e il ricordo più tenero della mia infanzia riguarda il mio sconsiderato amore viscerale per Cicciobello (si sa, sono degli anni ’60).
    Eppure, il mio istinto materno non è mai pervenuto, e alla fine ho fatto di tutto per assomigliarci, alla Barbie. Con tanto di 20 chili persi, capelli biondi, tacchettini e glitter.
    Chissà …

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