Ditemi che non capita solo a me.

Le discriminazioni non mi entusiasmano: escludere le persone a priori tende inevitabilmente a dimostrarsi presto una cattiva, se non pessima idea.

È un fatto però che solamente chi tra voi sia madre, oppure padre, beninteso, insomma, genitore,  può comprendere appieno la profonda soddisfazione, l’immenso gaudio, l’incredulo godimento che una doccia di durata solo leggermente superiore al record olimpico dei cento metri piani può regalare alle stanche membra e stravolte meningi della suddetta categoria.

Soprattutto quando il lusso inaudito di circa venti minuti di acqua bollente (o tiepidina, de gustibus) ha luogo sul tardi di una splendida domenica sera d’inverno, a seguito dell’inevitabile doppio trasloco necessario a sopravvivere con un treenne ed un cinquemesenne sulla neve a circa novanta minuti da casa in un luogo turistico niente affatto dimenticato dall’umanità, con tutti i negozi aperti e comodi. Due traslochi. Ma non è che sono io fissata, é che cinque cambi e tre mezzilitri di latte stamattina mi sembravano DAVVERO necessari quanto le altre tre borse di merce varia ed assortita.

Comunque, dettagli a parte, la doccia calda di sera tardi, quando il grande si é convinto a dormire a furia di subdoli ricatti emotivi (#nontimandoallasilo#nonticompropiùgliovettikinder#nontiportopiùsullaneve)  ed il piccolo ronfa di gusto senza che urla primordiali di fame assoluta ed imperativa squarcino all’improvviso la quiete, nè di conseguenza la lametta squarci altrettanto drammaticamente la mia gamba destra, la doccia in questi momenti, quando il telefono di casa non suona costringendoti ad imprecare contro Sky o Mediaset Premium, i corrieri non consegnano… riesce a riconciliarti con il pianeta, i testimoni di Geova e i commenti spam.

Aaah. Acqua. Caldo. Vapore. Relax. Aaah. Libidine.

Poi.

Ti viene
In mente.

Lo shampoo. (Imprecazione censurata per riflesso condizionato acquisito da quando il treenne ha detto merdamerdamerda per una torre lego che cadeva a terra contro la Sua Suprema Volontà.)

È lì. Lo hai preparato, prima.

image

Appoggiandolo
Distrattamente
Sull’unica mensola per raggiungere la quale, anche allungando il tuo misero corpo oltre i limiti del possibile calcolati i tre anni e mezzo abbondanti trascorsi dall’ultima ora di pilates, niente, non ce la fai, devi

uscire.

Abbandonare quell’oasi di beatitudine caldoumida, quell’hammam in cui per un quarto d’ora scarso si era trasformata la tua doccia, mettere fuori un piede, l’altro, gocciolare ovunque, prendere lo shampoo, ritornare mesta nel fragore silenzioso di un paradiso perduto.

Il campanello no, non è un’opzione.
I. Bambini. Dormono.
Entrambi.
Contemporaneamente.
Il campanello NON è un’opzione.

Ditemi che non capita solo a me. Vi prego.

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