#collio5 e #whitevineculture: metti che forse magari chissà.

Dicono che si riesca sempre a trovare il tempo per le cose che ci piacciono sul serio. Dicono anche che per avere successo un blog debba essere aggiornato spesso, tipo ogni giorno, o quasi.

Beh, io non ci riesco.

Sarò disorganizzata, anzi lo sono di sicuro. Sarò pigra, idem. Ma proprio gnaa fo. Quando dormono tutti e due ci sono SEMPRE, ma sempre, piatti da lavare (o infilare in lavastoviglie, che tanto li devo sciacquare e mettere con un certo ordine quantomeno apparente, quindi finisce che li lavo e faccio prima). Oppure lavatrici da fare (suddividere il bucato è divertente e stimolante tanto quanto il controllo fatture, o forse un attimo meno) bagni da riportare a condizioni igienico sanitarie accettabili, ettari di roba da stirare.

E quindi il blog resta indietro, e poi ancora più indietro, e ciao.

Però un aggiornamento al volo da una panchina al parco (che mondo sarebbe senza smartphone) me lo concedo. È che c’ho l’ansia. Tipo che neanche prima dei compiti in classe di matematica, sapete.

Perchè un po’ di tempo fa, giusto per via del fatto che non ho mai TEMPO, mi sono messa in testa di partecipare ad una sorta di contest, che poi contest non é, tecnicamente, ma ci si avvicina, organizzato dal Cucchiaio d’Argento online. Si trattava, in pratica, di un evento di cucina partecipativa in cui una quarantina di selezionatissimi (oddio, han preso anche me, sono buoni buoni al Cucc) lettori erano invitati ad ideare, realizzare, fotografare e descrivere una ricetta abbinata ad un particolare vino, il Collio. 5 le etichette, distribuite tra i partecipanti, in due bottiglie.

A me è capitato questo.

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Buono da paura, incidentalmente.  Per la descrizione più tecnica vi rimando a questo post, io vi dico solo, nella mia (beata e pressochè assoluta) ignoranza enologica, buono da paura, appunto.

Comunque dopo aver imprecato in aramaico antico per aver scoperto che a dispetto del mio sguardo laser l’inqualificabile del Tosano mi ha rifilato, nascosti sotto gli altri, ben tre scampi decisamente andati, tanto che non mi vedranno mai più comprare pesce lì dentro, mai più, ho realizzato e fotografato la mia ricettina. E l’ho pure mandata.

Ora sembra che la Redazione, che si scrive sempre con la maiuscola, abbia selezionato le ricette che verranno pubblicate sul sito del Cucchiaio, appunto, e io c’ho l’anzia. Perchè ovviamente non si sa ancora quali saranno le proposte pubblicate, e quando. La suspance, a me,  m’uccide.

Ovviamente nel caso del tutto fortuito ed improbabile che la mia sia tra queste, evito di spoilerare che cosa ho combinato, e vi anticipo fin da ora che se succede, vi segnalo il link e voi non vi precipitate immediatamente a inondare il Cucchiaio di like, commenti e condivisioni, io vi banno. Vi tolgo l’amicizia, vi ‘scancello’ dal pianeta reale e virtuale. Oppure, ripensandoci, inizio a spammarvi senza pietà e senza ritegno.

Odio i ricatti morali, ma il fine giustifica i mezzi. E anche gli interi. Quindi sappiate solo che ‘io per voi lo farei’.

 

Stay tuned.

POST, POST POST SCRIPTUM: la ricettina alla fine l’hanno pubblicata il pomeriggio stesso in cui ho scritto questo post e se avete voglia la trovate qui.

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