50 sfumature di “semplice:

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Il rapporto tra noi ragazze ed il concetto di “semplicità” è quantomeno controverso, giusto per non usare la parola “complesso”, che per quanto nutra una passione per gli ossimori seconda solo a quella per parentesi e divagazioni, mi sembrava, ecco, strano, anche se a ben pensarci, in effetti, adeguato.

Prima di avventurarmi in spericolate disquisizioni in merito al concetto di semplicità ho ritenuto opportuno, come si nota dall’immagine sopra, iniziare da un’azione sconosciuta ad una nutrita pletora di giovani promesse del giornalismo, intente ad ingannare l’attesa del Pulitzer con una prolifica attività di blogging selvaggio e sconsiderato: ho aperto un dizionario.

Vogliamo dunque procedere all’analisi, punto per punto? Vogliamo.

1. Dice “Costituito da un solo elemento.” Non può trattarsi, ovviamente, di personalità: io ne ho almeno sei nei periodi, diciamo, normali, senza contare QUEI giorni là, in cui tutto, anche la cosa più SEMPLICE, diventa difficile. In ogni caso nessuna di queste segue percorsi mentali lineari, coerenti o quantomeno solo minimamente interpretabili/prevedibili. No, più rileggo questa definizione, più mi rendo conto che la mia prima interpretazione, sapete, la prima immagine mentale stampatasi nella mia testa per libera associazione, ecco, dev’essere per forza quella giusta. “Costituito da un solo elemento”, è evidente, si riferisce ad un solitario. Mi pare ovvio. Un semplice, luminoso, abbagliante, costosissimo solitario. Proseguiamo, dunque.

2. Facile, elementare. E anche qui, santocielo, vogliamo davvero parlare di quante cose noi riusciamo a fare infinitamente meglio degli uomini, e per di più spesso più velocemente, e simultaneamente ad altre tre, almeno? No, dai. Limitiamoci solo a ricordare quanto sembri SEMPLICE cambiare una gomma o aggiustare il rubinetto, tanto da stupirci ogni volta che lui incontra delle difficoltà nel provarci. Mi dicono a tal proposito che esista il “marito in affitto” per occuparsi di tutti quei lavori dei quali i nostri reali mariti non abbiano tempo, voglia o capacità di occuparsi. L’ambiguità non è mia, bensì del post ammiccante e parecchio sponsorizzato su Facebook.

Che sia in affitto o meno, comunque, resta l’innegabile evidenza di come tutto questi lavori siano a tutti gli effetti molto semplici. Soprattutto quando sono gli altri a farli.

3. Privo di lusso, sobrio. E qui ne avrei da dire, sapete. Ad esempio, non so voi, ma io tendo a diffidare di quelle perfette padrone di casa che ti invitano a cena promettendoti che sará una cosa SEMPLICE. L’ultima volta era un ricevimento di un centinaio di persone allestito da un catering, intrattenimento musicale e sedie Thonet, di sole 34 semplicissime portate. A proposito di ricevimenti… non si è mai, dico mai, MAI sentito di una sposa che, al momento di dare qualche indicazione di massima alla commessa d’atelier, non esordisse dichiarando di volere un abito SEMPLICE. Tutte noi, anche quelle a cui il matrimonio non interessa, tutte abbiamo sognato almeno una volta nella vita di percorrere quel benedetto corridoio indossando un abito bianco. E nei nostri sogni, nelle nostre proiezioni, nelle nostre più folli ed insensate, nascoste speranze, quel vestito era SEMPLICE. Poco importa se poi ha tante sottogonne da farci sembrare la dama delle pavlove in grande spolvero, o se sul corpetto c’è l’equivalente del Pil del Mozambico in ore lavoro di ricamo a mano con perline raccolte a mano da una squadra di calcio indiana nelle notti di plenilunio. Il nostro abito, sosterremo, chinando il capo in un cenno di modesto pudore, era ‘una cosina SEMPLICE’ .

4. Di persona: privo di malizia, ingenuo. Un uomo semplice. Capite? UN UOMO. Fatto salvo che i dizionari di solito li scrivono gli uomini, per i quali un QI da Nobel non è affatto garanzia di altrettante capacità di comprensione, elaborazione ed intuizione (il genio lo è, spesso) nei confronti dell’universo femminile. In ogni caso sento di poter concordare con la visione del mondo del lessicografo in merito alla sostanziale semplicità dell’uomo. Inteso come uomo, maschio, non come uomo, essere umano, sia chiaro.

Ma non lo dico nel senso negativo di sempliciotto, ingenuo… oooh no, dai, come potete anche solo pensare una cosa simile (sguardo scandalizzato e ferito dalla vostra mancanza di fiducia). Gli uomini sono SEMPLICI. Hanno una vita SEMPLICE, in cui tutto scorre liscio: la carta in bagno non finisce mai, la roba sporca emigra da sola nel cesto, si lava, si stira e torna per magia nei cassetti, le birre entrano spontaneamente nel frigo… it’s a wonderful world. Anche voi, se chiamate vi interessa, se non lo fate, salvo il poco probabile caso che siate su Marte e nessun cellulare prenda, non vi interessa, punto. Se siete incazzati imprecate, se volete fare sesso… insomma avete capito. Avere a che fare con voi, almeno dopo l’adolescenza, è relativamente SEMPLICE.

5. Che non ha altre prerogative oltre a quelle indicate. Ehm… per noi nulla lo è mai, allora. Cioè, un SEMPLICE paio di scarpe è, dal nostro punto di vista, un ossimoro assoluto. Non è un SEMPLICE paio di scarpe: è un look, un outfit, una personalità, uno stile, una filosofia di vita, una precisa dichiarazione d’intenti. Niente è SEMPLICE: tutto è complesso, articolato, stratificato, tutto va discusso, analizzato, ponderato. Non è un SEMPLICE ciao, quello che lui ci manda su Whatsapp: è importante la punteggiatura, (i puntini, che significano i puntini?), sono determinanti le Emoticon, per dire, uno smile con la parentesi 🙂 è ben diverso da uno smile con la D :-D. Un aperitivo non è un SEMPLICE aperitivo: è un colloquio – test attitudinale al futuro ipotetico padre dei figli che gli rinfacceremo di averci fatto fare. Niente è SEMPLICE, tutto, assolutamente tutto ha altre prerogative, che se solo guardaste bene, santocielo, se solo per una singola volta vi DEGNASTE di ASCOLTARCI, di GUARDARE, ecco, lo vedreste anche voi.

Capite dunque quanto poco semplice sia per noi ragazze definire ‘SEMPLICE’ checchessia. Salvo ovviamente quisquilie come PARTORIRE, ricordare le date di compleanno di TUTTI i nostri parenti, elaborare all’istante un quantitativo di dati superiore a quello di una torre aereoportuale per ricostruire in real time l’abbigliamento preciso di ciascuno dei settecento invitati ad un matrimonio di sei anni fa, unitamente al resoconto preciso di divorzi, tradimenti, separazioni e disgrazie di circa quattromilaquattrocento tra parenti vip e sconosciuti dei cui affari ci occupiamo allegramente a tempo perso, nonchè alla cronologia precisa e puntuale di Sex&theCity, tutte le serie ed il film. Per noi è SEMPLICE parlare al telefono mentre rispondiamo ad una mail e mescoliamo il ragù, lavarci i denti mentre infiliamo i collant e passiamo il mascara, sopravvivere, alzarci, perfino pulire e cucinare con 38° di febbre, guidare mentr… ehm.

Come? Non capiamo il fuorigioco?

Ah, no, no, NO. Sono sbagliati i presupposti. Non siamo NOI a non capire. Siete voi, che non lo sapete spiegare.

Eppure sarebbe così SEMPLICE.

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