Sole, un caffè e un libro.

Oggi sono di ottimo umore; ogni tanto cápita anche di scendere dal letto con il piede giusto, e meno male.

Neppure il fatto che il MIO piatto di gnocchetti di patate del Monte Faldo alla trota salmonata del Chiampo saltata al lime, menta e mango sia rovinosamente caduto per terra sul pavimento APPENA lavato subito dopo averlo fotografato (il piatto) e subito prima di averlo assaggiato.

Cosa che non ho fatto visto che il piatto si è rotto in millemila pezzi e niente. Mi consola il fatto che marito avesse già finito la sua porzione, impiattata “normale” e non da fotografia, e che abbia dichiarato che erano anche buoni, oltre che belli. Aleggiava nell’aria un vago “una volta tanto”, ma ho ritenuto saggio non approfondire. In ogni caso sono a dieta, quindi niente carboidrati, magari era un segnale. Tipo ammonimento, chissà.

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Il fatto che il piatto qui sopra sia finito sul pavimento da cui avevamo appena eliminato il 99,9% dei batteri, sulle ante della cucina e sui miei jeans candidi, invece che nel mio stomaco ha sorprendentemente causato qualche secondo di silenzio assoluto, un silenzio denso e minaccioso come quelli che precedono l’esplosione degli ordigni che ogni tanto trovano in giro e fanno brillare, e poi niente, ho pulito e brucato un po’ di rucola.

Dal momento che non ho assunto psicofarmaci o allucinogeni di alcun tipo, o il semidigiuno mi sta conducendo verso l’ascesi e la pace dei sensi, o non lo so.

Poi tornando a casa dalla passeggiatina d’ordinanza ho trovato nella mia cassetta delle lettere una bella busta dorata con dentro un regalo per me.

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Dunque, primo la busta è di millebolle, e non esiste al mondo un passatempo stupido più bello che scoppiare le bolle una ad una. Secondo è d’oro, che fa Natale in anticipo, e con un’etichetta coordinata alla grafica del libro, e a me queste cose fanno impazzire. Terzo, che sta per Last but not Least, dentro c’era il libro di cui sopra, che è l’ultimissimo di Nick Hornby, quello di Alta Fedeltà e About a boy, in uscita i primi di novembre.

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Ora voi capite che per una che non vince mai niente (nè tombole, nè gratta e vinci, né lotterie e pesche di beneficenza, niente, ‘na traggedia) vincere UN LIBRO, un libro in edizione limitata, un libro in anteprima, un libro di Hornby, solo per aver lasciato un commento ad un post sulla pagina Facebook della Penguin Books, ecco, è carino.

A volte basta poco per essere felici, no? Sole, un caffè ed un libro.

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