L’arte di cacciar balle.

Cacciar balle, raccontare fanfaluche, mentire, insomma, è un’arte. Bisogna impegnarcisi.

Ci sono le bugie cosiddette bianche, quelle a fin di bene, quelle “di cortesia”. E non sono sbagliate, sapete, io diffido di quelli che si fanno un vanto di dire sempre e solo la verità, spesso la franchezza di cui vanno orgogliosi non è che cafonaggine allo stato puro. Sapete, quelli che anche senza che tu gli abbia chiesto niente sentono l’impellente necessità di venire a dirti che il tuo ultimo post gli fa schifo, che non si capisce niente, che hai un foruncolo enorme sul mento,  che sei ingrassata,  che hai la faccia stanca. Fa niente se tu sei in terapia da anni, mangi solo crocchette di riso al polistirolo dall’adolescenza, ti si è rotta un’unghia, hai il raffreddore da tre mesi e cinque antibiotici diversi. Loro, le Vestali del Sacro Fuoco della Verità, loro che hanno l’Orecchio Assoluto e sanno fare il Cerchio Perfetto a mano libera, loro sono sincere, e devono dirtelo. Perchè loro ti vogliono bene.

Sticazzi della tua sincerità, dico io, in tutta schiettezza (!) vivo benissimo anche senza.

Poi ci sono le balle che ti raccontano per tenerti buono, mentre si fanno i comodi loro. Che a me stanno pure bene, eh, mica sempre devi stare a disposizione. Però, ecco, su. Un minimo di intelligenza, di impegno. Cioè non è che mi offendo perché invece di stare lì a spiegarmi perchè o percome non ci puoi venire, o non lo vuoi fare, mi dici una cosa qualunque, sai, le cavallette.

Solo che se non fai neanche la fatica minima sindacale di coprirti un attimo il culo, per dire, poi non è che puoi tornare tutta bella e sorridente come prima quando ti fa comodo. Non mi offende il fatto che tu mi menta, mi insulta il tuo considerarmi così stupida da non meritare memmeno una bugia decente, plausibile. A meno che tu non voglia proprio quello, cioè le spari abbastanza grosse da contenere in sè il bit finale “false” che mi dice okay c’ha i cavoli suoi e mi fa sapere di non volermeli raccontare senza essere costretta ad increspare la superficie liscia dicendomelo apertamente. Ma lì è diverso, si gioca ad armi pari, un po’ come con certe conoscenze, che sapete benissimo di detestarvi a vicenda ma siccome tocca frequentarsi allora facciamo finta che, e nessuno se la prende. È nei patti, diciamo.

Un po’ di fantasia, ma non troppa, parecchia memoria, e un minimo di rispetto. Se no, te lo dico con tutta la sincerità di cui sono capace, che purtroppo per te è pari solo alla capacità diametralmente opposta di giurarti il falso sui miei stivali La Martina, quando serve, risparmia fiato, o polpastrelli, e taci.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...