Sono loro o sono io?

È che certe volte io davvero non capisco. Devo per forza essere sbagliata io, non c’è altra spiegazione.

Stamattina Chiara Maci, nota foodblogger, nonchè personaggio televisivo, sommelier e consulente di comunicazione food per le aziende (cito dalla sua pagina Facebook) ha pubblicato nel suo profilo personale lo screenshot di un commento di tale Monia Lazzerini, che da parte sua magari se lo poteva pure risparmiare, per inciso. La suddetta Lazzerini esprimeva in toni non esattamente cordiali la sua perplessità in merito al fatto che Maci avesse lasciato la figlia di un anno (plausibilmente a nonni-zii-chi per essi) per un viaggio di lavoro di nove giorni in Australia, di cui la nostra Chiarainpentola (la Maci) narra in questo post.

Apriti cielo. La reazione comprensibilmente stizzita della Maci, che voglio dire, sarà libera di decidere di testa propria che lavoro fare, a chi e se lasciare la figlia, come e quando e perchè, è stata subito assecondata dal solito codazzo di adoratori tanto ossequiosi quanto generosi dispensatori di commenti della profondità media di “È solo invidia”, sei bravissima, coraggiosa, eroica etc”

Ora, solo un paio di domande.

Ammetto e premetto che tirare su una figlia da sola con una partita Iva fuori dal regime dei minimi e coi tempi che corrono, che non è che puoi tanto permetterti di fare la difficile sui lavori da accettare o meno, sugli eventi a cui andare per restare nel giro, eccetera, non è facile. Poi non ti pagano, ti pagano dopo, le tasse sono tremende etc, vivere a Milano costa, tutto quel che volete.

Però diciamo che Maci non fa il camallo, non pulisce latrine allo stadio, non fa neanche lo sguattero di cucina sessanta ore la settimana a ottocento euro. Capisco lo stress, capisco la capacità di elaborare contenuti e promuoverli, l’influenza, la visibilità ottenuta in anni di lavoro. Hanno un valore e richiedono tempo, impegno e capacità.

Però io prima di parlare di sacrifici da madre single magari mi farei un giretto nel mondo reale, dove non ti pagano trenta o quaranta euro per un tweet marketta, dove non ti sponsorizzano la roba firmata per la piccolina, dove lavorare vuol dire magari alzarsi alle cinque del mattino e andare a pulire uffici prima che arrivino gli impiegati. Dove trenta euro non li prendi in mezza giornata, altro che un tweet. Magari non li meriti neanche, sia chiaro, perché non hai le stesse capacità e competenze, ma neanche gli stessi appoggi ed opportunità.

Poi, e con questa chiudo, Maci è intervenuta nei commenti scrivendo “guarda caso fa la blogger questa povera imbecille [cit.]. A parte l’imbecille, che scapperebbe pure a me se una venisse sul mio blog a dirmi neanche troppo tra le righe che pensa che io sia una madre “troppo sciolta”, ma proprio mi sfugge questa cosa del disprezzo infinito con cui liquida la commentarice dicendo “fa la Blogger”. Detto da una che è dove è perchè ha iniziato facendo la foodblogger (metto giusto un paio di profili dal Corriere e da Donna Moderna, per dire), e da una che comunque scrive nel suo profilo per prima cosa proprio foodblogger, boh.

Si vede che per i blogger è come per la legge, per cui siamo tutti uguali, ma alcuni più uguali degli altri.

La mia eterna, costante domanda resta sempre quella: ma sono io, o sono loro? A giudicare dagli oltre trecento like del titolo, e dagli 80 commenti del post, dei quali ovviamente solo il mio di pacato dubbio-dissenso, devo per forza essere io. Ah, sì, avete ragione. È sempre, solo, tutta invidia, mica senso delle proporzioni, per carità.

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5 thoughts on “Sono loro o sono io?

  1. Finalmente qualcuno che “tira giù dal piedistallo” le blogger (ebbene si Maci, fattene una ragione, sei quello che sei perchè eri una blogger) di successo o almeno che mette in dubbio che tutto quello che dicono sia oro colato! Ti adoro sempre di più!

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  2. Sono capitata per caso in questa pagina ed ho appreso solo qui e ora che sono stata editata come “Povera imbecille” e chissà di quali altri titoli senza neanche saperlo . Questo perchè non sono solita frequentare la pagina fb di Chiara Maci perchè in tal caso mi sarei quanto meno potuta difendere o almeno dire la mia . Prima cosa non trovo ne bello ne corretto parlare di una persona senza che questa possa controbattere o dire la propria . Seconda cosa io non faccio la foodblogger di mestiere . Il mio lavoro è un altro e quello di pubblicare delle cose su un blog (tra cui molte ricette) è solo un hobby/passione per il quale nessuno mi paga . Terzo e ultimo punto , il mio commento sulla scioltezza della “Maci madre” credo sia stato interpretato dai più nel modo più negativo che si poteva . Io volevo solo esprimere la mia perplessita ed il mio pensiero di madre . Anche io lavoro per conto mio con una partita IVA e non posso permettermi di rifiutare lavori etc etc …ma non riesco neanche a pensare di poter riuscire a stare lontana da mia figlia per tutto quel tempo . Per come sono fatta io e per come vivo io la mia maternità . Adesso poi mia figlia è grande , è una adolescente ma ancora oggi, dovessi fare un viaggio per lavoro o per piacere e stare giorni o settimane senza di lei per me sarebbe molto dura e non credo riuscirei a farlo . Il mio commento quindi voleva solo dire che ( a vedere da fuori) invece lei questo tipo di “scrupoli” materni non sembra farseli vista la scioltezza con la quale viaggia e spesso e volentieri senza la figlia. Non pensavo certo di scatenare tutto questo putifierio . Non credo neanche di meritare di essere offesa per questo o considerata un invidiosa o chissa che altro . Io ho la mia vita, il mio lavoro , la mia famiglia , mia figlia e le mie cose e sinceramente non ho proprio niente da invidiare alla Signora Maci . Penso anche inoltre che se non si ha piacere a ricevere commenti o “giudizi” non si dovrebbe mettere la propria vita e le proprie attività in pagine pubbliche visibili a tutti . E’ normale che poi si venga commentati in positivo o in negativo , bisogna avere la forza di accettare tutto .
    La differenza è che io non ho offeso nessuno o perlomeno non avevo intenzione di farlo e se poi tra le righe è stato percepito questo il “marcio” ed il negativo era negli occhi di chi ha letto e non di chi ha scritto . Io invece , da quanto leggo qui , sono stata pesantemente offesa senza alcun motivo veramente fondato e senza conoscere assolutamente niente della mia vita . COMPLIMENTI ALLA MACI che continua a ritenersi e definirsi una SIGNORA . Perdonatemi lo sfogo ma ho creduto di avere anche io il diritto a dire la mia . buona serata .

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    1. Grazie della tua risposta!

      Certo che avevi diritto a dire la tua, io ribadisco di aver “compreso” il moto di stizza della Maci, non credo tanto rivolto a te quanto alle voci dissonanti che non si affannano a seppellirla di complimenti.

      In ogni caso il mio post ironizzava sulla blogger che insulta gli altri chiamandoli blogger, che se non fosse da piangere farebbe pure ridere.

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  3. Sono onesta se dico che io che lavoro faccia la Signora Maci non l’ho ancora capito , blogger , travel planer , pubblicitaria …..non è che perdo il sonno per questo . Non credo comunque che il chiamarmi blogger per lei fosse un insulto . Forse era un riferimento come dire ” fa la blogger ed è invidiosa di dove sono arrivata io e inacidita perchè non ha il mio successo ” ..Mi dispiace deluderla ma come ho già detto sopra non ho proprio nulla da invidiarle e non scambierei la mia vita con la sua neache per tutto l’oro del mondo . Il suo moto di “stizza” secondo me invece denota una enorme gigantesca CODA DI PAGLIA ! Grazie ancora per l’attenzione .

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