Agenda.

A me va benissimo quella gratis della banca, per dire. O una moleskine, quando proprio voglio tirarmela di brutto. Uso sempre la stessa, da parecchi anni, nera, nelle rare occasioni da moleskine. (al ristorante, se la appoggi lì di fianco al piatto con la reflex, ogni tanto ci scrivi, tipo lorem ipsum, ti trattano coi guanti bianchi,  non che io abbia mai provato, eh).

Dite voi, eh, ma te mica hai una vita densa e complicata. Che ci vuoi scrivere,  nell’agenda,  la lista
della spesa? Vero.

Quella io in effetti la metto nello smarfò. Insieme alle bollette da pagare, le visite dal pediatra,  le riunioni dell’asilo, gli appunti per i nuovi post, la foto delle tende con le misure, i numeri di telefono, un paio di link, il nome di quell’architetto, insomma, due cazzate noiose.

Vedo blogger impegnatissime disperarsi in lungo ed in largo nella rete per la totale, assoluta impossibilità di trovare un’agenda adatta alle loro complesse ed incasinatissime vite, piene di progetti e collaborazioni. Ne vedo altre riempire fogli di appunti sulle cose fatte, collage, scritte, washi tape, punti esclamativi e cuoricini.

Devono averne, di tempo, per riempire tutte ste benedette agende. Io neanche la smemo ai tempi del liceo avevo tempo di filarmela così tanto.

Io vi stimo, perchè avete queste vite così affascinanti e stuzzicanti e divertenti e logoranti che l’agenda normale della banca o una filofax da segretaria di direzione proprio non va.

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