Survivor.

Sono sopravvissuta a San Valentino E Carnevale lo stesso giorno, che al mio paesino la sfilata la fanno il sabato pomeriggio, così possiamo farne due in due giorni, che bello. I bambini dell’asilo sono stati convocati alle 13.45 (non dalla scuola, dal comitato genitori) e hanno passato i successivi 75 minuti stipati in un carro immobile sotto la pioggia, si divertivano tantissimo proprio. Quelli che non piangevano, intendo. La sfilata è iniziata alle tre, pioveva ancora di più e dopo poco siamo tornati a casa, quindi l’abbiamo abbastanza sfangata. Oggi c’era la sfilata al paese vicino, ma il quattrenne ha deciso che tutto sommato non gliene fregava un accidenti dei carri mascherati e preferiva restare dalla zia, pioveva, il vento, le cavallette, sfangata again, olè!

La cosa davvero bella è che il tempo ha tenuto fino alle due, quindi non l’hanno rimandata a domenica prossima.  Okay la parte Buona di me (esiste?) è dispiaciutissima per tutti quelli a cui passare tre ore sopra un carro svuotato dal letame che trasporta di solito e coperto di cartapesta, attaccati a casse che sparano musica (ehm) assordante, inondati di coriandoli che impesteranno capelli vestiti pertugi orifizi automobili e case per mesi, ecco sembra divertente. Tutto il resto di me, balla la salsa dalla felicità di essersi tolta dai piedi San Valentino e Carnevale per altri dodici mesi. Olè.

Sono sopravvissuta anche ad una sortita nel più affollato ipermercato della vallata, uno di quei posti tremendi in cui i carrelli sono esageratamente grandi per convincerti subdolamente di aver preso poca roba, dove le offerte speciali ti inducono a comprare quantità di merce non deperibile da far invidia agli apocalittici di Real Time, uno di quei posti dove se cerchi uno spazzolino sei perduto perchè come minimo ci sono 5 file lunghe 4 metri di spazzolini tra cui scegliere. Senza contare il dentifricio.

In quei posti lì vanno le madri di famiglia come me per comprare i cartoni di latte Plasmon e i pacchi convenienza da 100 pannolini (giuro, un anno e mezzo sarà poco ma io a giugno lo spannolino e mi tolgo dai piedi fasciatoio e maialino in un colpo solo). Ci vanno coppie di fidanzati troppo impegnati in settimana, famiglie con i bambini infilati nei carrelli, che sniffano detersivi nascosti tra la carta igienica e le sottilette, e poi uomini soli, vecchie coppie in cui lei, robusta, conosce al centesimo tutti i prezzi di tutte le marche di tutti i prodotti di tutti i supermercati nel raggio di settevirgolacinque chilometri, e lui, mingherlino, non ha diritto di scegliere neanche tra mezze pennette e fusilli.

Vedo famiglie ben oltre il sovrappeso,  con bambini già afflitti da pesante obesità disporsi in linea trasversale e perpendicolare all’inizio della corsia,  bloccando qualcosa come 15 carrelli (tra cui la decisa signora di cui sopra, che rimprovera il marito di non saper passare prima degli altri) per decidere tra la confezione super e quella maxi di patatine al formaggio superscorta. Vedo il tipo davanti a me che osserva loro ed il suo carrello con le gallette di riso, la quinoa e il tofu, il mio con le tisane depurative, i porri e lo yogurt magro, scuotiamo la testa entrambi.

Alla cassa, dopo un’ora tremenda in cui mi sono sentita quanto mai spiritualmente vicina a Bukowski  la cassa ha smesso di funzionare awpid-2015-02-15-23.09.20.jpg.jpeg metà spesa,  lasciando me ed un affranto, giovanissimo ed inesperto cassiere in prova per la seconda settimana a chiederci sgomenti se dovevamo ritirare fuori tutto dalle borse, pregare in sanscrito o andare a bere un aperitivo in attesa che arrivasse l’assistente, che dopo dieci minuti ha usato la stessa tecnica che avrei scelto io, cioè spengo e riavvio. Un applauso alla combo F117 che ha recuperato i tre quarti di scontrino già battuto. Tornare a casa da due bambini urlanti che saltano su e giù dal divano i cui cuscini sono sparsi per casa insieme a miliardi di lego e automobili mi è sembrato quasi come entrare in un silenzioso centro benessere, dopo l’ipermercato una domenica di pioggia, detta alla Sunday bloody Sunday.

Ora devo solo cercare di sopravvivere fino a giovedì, visto che per Carnevale sono previsti TRE giorni di vacanza, (sei felice mamma? eeeeh felicissima tesoro)  giorni in cui diluvierà ininterrottamente ed il tempo scorrerà leeeeeeentamente, ma sento di potercela fare. Credo. Spero.

 

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