La sabbia, che rabbia.

Annusare il profumo che sa di  salsedine e di creme solari dell’anno scorso, poi togliere le scarpe, i calzini, immergere i piedi nelle onde basse, sabbia che esci si attacca e ti asciuga, si attacca alla pelle e si mischia alla crema, sabbia sul collo delle bottiglie quest’acqua che schifo è già troppo calda, sotto il sole che brucia la sabbia che scotta, che male che fa sotto i piedi la sabbia bollente, teli distesi e magliette come cuscini e secchielli e palette e ho sete e ho fame e sabbia negli occhi e dentro le orecchie tra le dita dei piedi, nel fondo delle borse e tra i fazzoletti, sabbia che sporca il piatto della doccia sabbia nel letto nonostante tutto, sabbia come un nome ostinato che non vuole sparire, sabbia come un ricordo che continua a ferire, sabbia che prude e pizzica e gratta, castelli di sabbia pestati per dispetto che rabbia la sabbia andiamo a casa e

Basta sabbia.

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