Senza confini.

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Oggi siamo stati al mare, era una di quelle giornate in cui il mare si confonde con il cielo e solo le sagome scure delle barche individuano l’orizzonte.

La spiaggia svuotata delle file strette di ombrelloni sembrava ancora più grande ma i terrapieni di sabbia per fermare le mareggiate toglievano la vista del mare alla passeggiata. L’unico chiosco aperto era il Veliero, il “nostro”, ed era oggi l’ultimo giorno.

Siamo stati a pranzo in un posto nuovo uno di quelli che continuavano a perdere inesorabilmente la gara con la comoda e rassicurante abitudine dei posti già noti: la Locanda Alle Tre Porte si trova in mezzo alla laguna, a Cavallino di Jesolo, alla fine di una strada che sembra non portare da nessuna parte, uno di quei posti senza indicazioni, dimenticati dai navigatori. Devi sapere che ci sono, non ci arrivi per caso.

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Questa foto mi piace molto, mi ricorda un quadro di Magritte visto molti anni fa alla Peggy Guggenheim, a Venezia, uno dei miei luoghi del cuore. Non ci torno da allora, ma come l’ebreo errante con la sua Gerusalemme mi ripeto nella mente “l’anno prossimo”.

Un altro luogo dell’anima è la laguna veneta stessa, dove abbiamo pranzato oggi. Dietro alla locanda si aprono percorsi in bicicletta e passeggiate lungo i canali, la luce di biacca del cielo si riflette sull’acqua immobile, rare macchie di colore arrugginite increspano la superficie, di tanto in tanto. Nell’aria, a volte, gabbiani.

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La Locanda è molto suggestiva, si tratta di una residenza d’epoca che risale al XVII secolo, ristorante ed enoteca. La cucina riprende piatti della tradizione adriatica, reinterpretandoli con sorprendente delicatezza.

Notevoli gli gnocchetti allo sgombro e gamberi, sensazionale l’antipasto offerto dalla casa, una crema di capasanta con nero di seppia, lievissimo gratin, crema di lenticchie e altre note, rimaste nell’aria come i puntini di sospensione del nostro gentile cameriere. Fritto misto stuzzicante e asciutto, croccante alla perfezione, tentatore oltre ogni attesa anche per chi come me non impazzisce in generale per la pietanza.

Piacevole il tortino al cioccolato e cardamomo, voluttuosa e leggerissima la crema al mascarpone che lo abbracciava, tornando anche nel tiramisù servito in trasparenza.

Carta dei vini all’altezza, prezzo contenuto.

Ciao mare, ciao. Tornerá, maledetta primavera, ma non avrà questa luce assoluta e perfetta, nè quest’orizzonte senza fermate né confini.

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