L’ora solare.

La stanchezza è tale da non riuscire a fare ordine tra i pensieri. Mi convinco sia per causa del passaggio all’ora solare, e impreco di nuovo mentalmente perché alle sei di sera già è notte fonda e a me sembra di vivere metà del tempo di prima, senza dimenticare che tra un mese sarà buio alle quattro, quando è nuvoloso, e il male di vivere raggiunge abissi inesplorati profondi come la fossa delle Marianne. Le ho sempre immaginate come sirene molto tristi e abbattute, le Marianne, intente a pettinarsi i lunghissimi capelli blu, quattro sorelle (tre erano le Marie dei panettoni) depresse e inacidire come Patty e Selma Bouvier.

I mesi che mi piacevano meno sono sempre stati novembre, perché iniziava con quei pomeriggi tremendi e gelidi al cimitero, e continuava più o meno con la stessa allegria per i successivi ventinove giorni. Poi ci ha cantato su la Ferreri, che per dire, la volta che mi cadde un mattone sull’alluce e persi l’unghia fu meno sgradevole.

Ma a novembre c’è il compleanno di Marito, per il quale sto cercando di individuare tra tre possibili scelte il regalo giusto, cosa non facilissima, ma ci dormo su.

Poi odiavo gennaio, perché finiva il quadrimestre e interrogavano a tappeto, che poi il problema non era studiare, o meglio non tanto, ma se su sei ore cinque erano di compito, diciamo che dalla quarta in poi andava spesso un po’ alla cazzo. Poi all’Università quella di gennaio era sempre la sessione in cui davo più esami, che a luglio io volevo andare in piscina e settembre proprio la escludevo. Poi con il lavoro gennaio divenne il mese della fiera più importante, e c’era lo stressantissimo presigep e il devastante sigep, almeno una bronchite e poi il post sigep. Ora gennaio lo odio meno, c’è il sollievo della fine delle feste, la confortante possibilità di smettere di fingermi buona e cortese, lo spazio lasciato dall’albero&presepe che sembra il soggiorno sia raddoppiato all’improvviso, i bimbi che tornano a scuola, insomma le vacanze dei genitori dopo le vacanze di Natale.

Febbraio era odioso, quasi più di gennaio, febbraio era vento gelido e neve scomoda e cieli cupi e san Valentino, festa che io ho odiato dai sette ai ventiquattro anni, e che per uno scherzo del Karma è anche il compleanno di uno dei miei figli. Che madre sarei, se continuassi a odiare febbraio? Capiteammè, non si fa, e se si fa non si dice.

Tutto questo per dire che l’ora solare dovrebbe essere dichiarata illegale, oppure dovrebbe esserlo quella legale, ma sarebbe un. controsenso. Per farla breve (quando mai?) odio le giornate corte, odio i mesi freddi (tranne dicembre, chiaro) e trovo sorprendente cosa mi esce dalle dita quando inizio a scrivere senza avere nulla da scrivere.

Vado a bere una tisana e leggere la Recherche, inizio stasera. Adieu.

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