Bloggers & Friends.

Lo so, ho già scritto oggi, ma XFactor mi annoia, Skin è inascoltabile, non mi sono ancora decisa ad abbonarci a Netflix, e scrivere è un po’ come correre o fare l’amore, più lo fai più lo faresti.

Quindi oggi doppio post. Se non li condivido su Facebook non li legge quasi nessuno, quindi voglio dire, mi sento libera di.

Delle bloggers volevo dire che sto notando sempre più spesso un fenomeno per cui se finora l’imperativo era bloggare per vendere i prodotti, nel senso di fare (aaagh!) storytelling e corporate blogging, ma anche i famigerati post marketta, dove le aziende pagano per la visibilità loro garantita dai blog degli influencers, ora pare che molte blogger stiano iniziando a produrre per poter continuare a bloggare. Fanno agende, borse, borsette, magliette, felpe, cerchietti, portakindle. E non parlò delle scarpe “disegnate” dalla Ferragni, che fa da immagine a qualche industriale, mi riferisco proprio a quelli che usano la notorietà del blog per iniziare a vendere cose fatte o disegnate da loro.

Non ho critiche, mi stupisce solo questo ritorno al “fare”, ci ho fatto caso e mi sono chiesta se non dipenda dal fatto che forse i post sponsorizzati non pagano le bollette e ci si inventa un modo per sfruttare economicamente la notorietà acquisita, e messa spesso a rischio da troppi post sponsorizzati. Alcuni blog sono diventati illeggibili, un po’ perché non c’è più un post che inizi sembrando un sincero racconto e poi ti deluda finendo con un aneddoto banalotto tirato per i capelli per giustificare il legame con lo sponsor, un po’ perché

alcuni sembrano non rendersi conto di quanto appaia “stonato” usare un momento di felicità dei loro figli per promuovere abbigliamento o automobili o altro. Quando i lettori iniziano a segnalare un certo fastidio, vengono spesso accusati di invidia, o viene loro risposto che altrimenti non sarebbe possibile continuare a bloggare, eccetera. La cosa è un po’ fastidiosa per chi ha iniziato a leggerti quando bloggavi per divertimento e passione, e a volte è molto meglio un post alla settimana che una marketta frettolosa al giorno.

Alcune creano dei grandi progetti e giuro, fanno cose stupende, però alla lunga vedere che non scrivono quasi più senza sponsor… Beh, non è bello. Io spero che ora che gli è presa questa mania del fare cucire eccetera, beh, accettino meno markette e ricomincino a scrivere e basta.

E questa è la prima delle due tematiche di questo post. La seconda, che non c’entra nulla, riguarda Friends. Ora, è da un po’ di giorni che in pausa pranzo io e Lui ci guardiamo almeno tre puntate di Friends, e resta sempre una delle mie serie preferite, non c’è SATC che tenga. Loro sono poco realistici e molto anni novanta, ma a differenza di BeverlyHills90210 i loro vestiti sono ancora accettabili, e io amo ancora Chandler Bing(Bing!). Chandler è ironico, è sarcastico, e da magro è pure figo.

La mia preferita delle donne è Monica, perché va con Richard (Magnum PI, diamine) e poi sposa Chandler. E cucina ed è una psicotica maniaca.

Friends lo vedevo in terza liceo, e siccome in cucina c’era il TG, dovevo andare in salotto. Ridevo tanto, ma mi rendo conto ora che forse molto mi sfuggiva, allora. Ma insieme ad Ally McBeal Friends resterà per sempre uno dei telefilm migliori della storia.

Sigla e tutto.
Photo credits

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