Le mamme dell’asilo, quelle simpatiche.

Un po’ di tempo fa ho pubblicato sul mio FB questo status:

Mercoledì 21 ottobre, dove lei entra alla riunione della materna alle ore 20.00 ben decisa a non farsi incastrare, rischia di addormentarsi contando le volte che il sindaco ha detto “credetemi” mentre ribadiva di non avere soldi a causa dello stramaledetto patto di stabilità (è vero, lo sappiamo, ma se mi dici credetemi 18 volte inizio a crederci meno) per poi uscirne alle 22.00 imprecando come un camallo per due fondamentali ragioni.

La prima, immediata e concreta, è che uno le ha incastrato l’auto costringendola a trentasei manovre visto che le uniche quattro macchine rimaste nel parcheggio altrimenti deserto sono attorno alla sua.

La seconda è perché ora la classe di suo figlio ha un rappresentante dei genitori virgola cinque, e il virgola cinque non è lei, ma l’uno sì.

L’alternativa era passare la notte nell’aula di suo figlio, e le seggioline sono scomode. Anche se in effetti, a ripensarci, non poi così tanto.

Due riunioni e una quantità sorprendente di messaggi nel relativo gruppo di whatsapp dopo, sono ancora viva, non ho litigato con nessuno e ho dovuto constatare, con mia somma sorpresa, che la storia è molto meno peggio di quanto sembrasse all’inizio. Le mamme sono simpatiche, o almeno lo sembrano. Un paio hanno tutta l’aria di essere spiriti affini, ma in generale sono tutte sveglie, pratiche, allegre. Io ero terrorizzata all’idea di trovarmi davanti le classiche cagacazzi represse la cui unica speranza (o meglio illusione) di contare qualcosa è proprio fare la rappresentante dei genitori. Che poi in una scuola materna, voglio dire, andiamo, su. Per fortuna, ribadisco, nessuna di loro lo è. Magari loro mi considerano tale, però, comunque preferisco non saperlo con certezza e continuare a sospettarlo.

Io dal canto mio mi sono completamente dimenticata dei miei saldi propositi di fare il meno possibile e lasciare che se la sbrighino le altre. Ho dovuto dire la mia su tutto, dalla scelta dei regalini di Natale per i bambini, mozione approvata, all’idea per la bancarella del mercatino di Natale (mozione approvata con entusiasmo): ai bambini regaleremo dei colori, e la bancarella di Natale smetterà di sfruttare nonne e zie sferruzzatrici per proporre libri usati in buono stato anziché i soliti lavoretti. Sfrutteremo le mamme, le nonne e le zie per la produzione di torte casalinghe che saranno vendute dopo la messa: a tale scopo abbiamo, come dire, ottimizzato la comunicazione. Nel senso che anche gli anni precedenti si raccoglievano e rivendevano le torte (ciao, NAS, ciao) ma venivano chieste con quegli avvisi in Arial piatti e nojosetti che non mettevano molta voglia. Una delle mamme, una con un passato nel marketing e l’hobby della grafica, una con un blog, insomma una come me, ecco, ha proposto di ‘pimparlo’ un pochetto, e l’ha stampato a colori a sue spese per centoquindici copie fronte retro. Cioè è come se avessi fatto tre torte, a livello economico, ed è possibile, se non addirittura probabile, che tutta la mia grafica si traduca in un aumento dei contributi in misura pari a torte tre, del tipo che se aumentavo le dosi e ne facevo tre io eravamo pari, ma vuoi mettere il gusto di complicarsi la vita.

In ogni caso è uscito carino, lo hanno detto tutte le mamme del gruppo, e non le stavo minacciando di nulla, giuro. Dietro abbiamo messo tre ricette semplicissime, e con un po’ di grafuca flat molto in stile foodblog abbiamo reso tutto più invitante incoraggiante eccetera. Due o tre mamme del gruppo hanno aggiunto suggerimenti utili e costruttivi, e alla versione due siamo andate in stampa, il che, come chiunque abbia mai fatto lavori di grafica sa fin troppo bene, ha del miracoloso, nel senso che di solito con i clienti si arriva tranquillamente alla versione 22.7 prima di stampare.

Cose dell'asilo.

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Ora ci riuniremo di nuovo tra una settimana, ma stavolta lo faremo, di comune accordo, al bar: ci rendiamo abbastanza conto di come questo riveli che in realtà sfruttiamo il “dovere” di essere presenti a queste riunioni come una bieca via di fuga dal tragico orario in cui i bimbi sono troppo stanchi e insieme esaltati per fare il bagnetto e andarsene a nanna senza troppe storie, nonché come illusione di una vita sociale che comporti una birra in compagnia di mercoledì sera. Dalle otto alle nove, max nove e mezza, che poi dobbiamo stirare, ma insomma, ci stiamo simpatiche, pare, abbiamo tutte più o meno idee comuni, nessuna si sottrae alla sua parte, ci scappa spesso una risata.

Trovo sia una gran bella cosa, sapete. C
Vi saprò dire quante torte riusciremo a raccogliere e vendere, e se la storia dei libri usati funzionerà. Io spero di sì, e non perché si tratta di idee estratte dal mio cappello a cilindro, bensì perché questo gruppetto di mamme mi piace parecchio, e se riuscissimo a ottenere qualche risultato magari se ne potrebbe aggiungere qualche altra. Tutto qui.

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2 thoughts on “Le mamme dell’asilo, quelle simpatiche.

  1. Ti adoro! Peccato che non abiti vicino a casa mia… le cose che hai inventato sono esattamente le stesse che ho pensato io per le bancarelle di raccolta fondi dell’Oratorio (anche se il mio volantino non era così bello!)

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