Facciamo che io ero una principessa.

Una delle cose che non ho mai capito è come mai i bambini quando giocano a fare finta usano l’imperfetto: oggi un amico mi ha chiesto un consiglio per spiegare a suo figlio la differenza tra modi finiti e indefiniti dei verbi, e poco dopo il mio, di figlio, mi ha chiesto di giocare a fare finta che qualcosa e qualcos’altro e qualcos’altro ancora, quindi ci ho fatto caso, a quell’imperfetto.

Perché non usano il presente? Che schema linguistico adottano, sia pure inconsapevolmente, per scegliere automaticamente l’imperfetto? È una semplificazione del congiuntivo o è semplicemente il fatto che per loro “essere” il personaggio della funzione è antecedente all’inizio dell’azione prevista dalla finzione stessa? In senso logico, quindi, prima sono (e quindi ero già, prima che cominciamo a giocare sul serio) e poi agisco di conseguenza? Non so se sia neurolinguistica o altro, ma questa domanda mi ha sempre affascinata. Okay, immagino di avere parecchi problemi, per farmi questi problemi.

Un altro dilemma esistenziale degli anni del liceo riguardava il perché usiamo la parola “soggetto” (subiectum, sottomesso) per indicare chi compie le azioni, e quindi una parola “passiva” che però indica qualcuno che è “attivo” e compie l’azione descritta dal predicato. Qualche anno di filosofia per conto mio mi ha chiarito le idee in tal senso, ma al tempo ho meditato parecchio su questo dilemma quasi esistenziale. Per dire, io sembrò magari una distratta e per i cavoli suoi, e spesso pure snob, perché non sempre saluto la gente, ma davvero o non li vedo o non li registro, impegnata come sono a dirimere tante e tali domande.

Ho anche altre domande, relative al perché la Lucarelli abbia sentito il bisogno di andare a bere il caffè con Morandi proprio da Ricci, sapendo che Belen la odia, oppure il perché la vita mi sempri sempre più spesso ciò che ti accade tra una lavatrice e un ferro da stiro, ma non so, forse sono un fantino off topic, e perché quelli che ti piacevano a 18/20 anni e non ti filavano di pezza trovino sia intelligente venirti a dire tredici anni, due matrimoni (il suo, con un’altra, e il tuo, con un altro, evidentemente) e due figli dopo, che a loro piacevi parecchio in fondo, e uscivano con le altre solo così per hobby, sognando di sposare te.

Facciamo un gioco, vorrei dire a questi genialoidi, facciamo che io ero una principessa e siccome le principesse non dicono le parolacce, lo “sticazzi”lo pensavo solamente, scuotevo i miei lunghi capelli con aria di signorile inavvicinabilitá e ti lasciavo li, come un idiota.

Questo post ha virato in una direzione strana, parecchio, e l’ha fatto da solo, me ne sono resa conto solo alla fine, ma sai che c’è, non lo cancello mica.

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