Un pomeriggio quasi normale, in apparenza.

Mamma, cos’hai? Sembri triste.
Sì, amore, è vero. Sono triste.
Perché? Io non ho fatto capricci oggi ancora.

(Sorrido, per questo “non ancora”, così inconfondibilmente suo.)

Perché venerdì è successa una cosa brutta, molto brutta.
Venerdì?
Sì.
Cosa è successo mamma?
È successo che a Parigi, che è una città che si trova in Francia, alcuni uomini hanno ucciso tantissime persone.
Che cosa brutta! Come hanno fatto a uccidere tante persone se erano pochi?
Hanno usato le bombe e i fucili.
Ma hanno ucciso le persone cattive?
No, amore. Hanno ucciso persone come te e come me, che erano andate ad ascoltare la musica o fare una passeggiata.
A me piace ascoltare la musica quando suonano proprio gli strumenti. Mi piace anche fare le passeggiate.
Lo so, tesoro. Piace anche a me.
Ma non mi piace morire. Mamma, ma Parigi è lontano?
È un po’ lontano e un po’ vicino, perché se ci vai in auto ci vogliono due giorni, ma se vai con l’aereo ci vuole solo un’ora.
E adesso la polizia ha catturato i cattivi, quelli che hanno ucciso le persone buone?
No, perché dopo aver ucciso quelle persone si sono uccisi anche loro. La polizia sta cercando di catturare quelli che li hanno aiutati.
Ma verranno anche qua i cattivi?
Non lo so, io penso di no, ma non lo so.
Perché pensi di no?
Perché di solito vanno nelle città grandi, ad esempio adesso hanno detto che forse andranno a Roma, che è in Italia, o a Londra, dove tutti parlano English.
Ma vanno là a vedere le cose?
No, tesoro.
E allora cosa fanno? Uccidono ancora le persone?
Ho paura di sì, che vadano là per questo.

Sono molto cattivi allora. Ma perché le uccidono?
Perché non sono musulmane.
Cosa vuol dire musulmane?
Vuol dire che invece di dire le preghierine a Gesù e al suo Papà, loro le dicono ad Allah, e a Maometto.
Ma Allah è come dire Dio in mummulsano?
Musulmano, si dice musulmano. E i musulmani parlano arabo.
Allora Allah è Dio in arabo?
Sì, è il Dio degli arabi.

Ci pensa.

Ma Dio non sa tutte le lingue del mondo, come Babbo Natale?
Sì, io penso di sì.
E allora è lo stesso, no?
Io penso di sì, tesoro, ma quei signori forse non erano d’accordo e hanno ucciso delle persone, tante persone, solo perché invece di dire Allah dicono Dio, o Gesù.

Ma glielo ha detto dio?
No, tesoro. Loro pensano che glielo abbia detto dio, sono proprio sicuri, invece no.
E allora chi glielo ha detto?
Altri uomini hanno detto loro che quelli che erano andati ad ascoltare la musica erano cattivi. Tu pensa, cosa faresti se la nostra casa fosse piena di mostri?
Io gli sparo e li ammazzo tutti e ti salvo.
Ecco, vedi, quegli uomini pensavano di sparare ai mostri, e invece no.

È una cosa molto triste.
Sì, lo è.
Io pensavo che il mondo fosse bello.
Lo è, tesoro, il mondo è bello.
No mamma ti sbagli, perché uccidere è brutto, e se gli uomini uccidono lo fanno brutto, perché poi tutti gli altri hanno sempre tanta paura.
Hai ragione. Tu adesso hai paura?
Sì, io ho paura dei mummulsani che vengono qua e mi sparano perché dico le preghiere a Gesù.

Non devi avere paura. Ci sono delle persone cattive che fanno finta di uccidere gli altri perché qualcuno ha detto che dio dice di fare così, ma non è vero.
Ma allora perché ci credono?
Perché non hanno imparato a leggere bene con attenzione il Corano.
Cos’è il Corano?
È un libro molto lungo e molto bello dove c’è la storia di Maometto e ci sono tutte le regoline che devono seguire i musulmani. Però alcuni prendono solo delle parti del libro, senza leggere tutta la storia, e pensano che sia giusto uccidere le persone che pensano una cosa diversa da loro e chiamano dio con un nome diverso.

Ho capito, penso. Mamma, ma ci sono anche qui i mummul… I musulmani?

Certo, tesoro.
Ma io ho paura! Spero di non incontrarne neanche uno.
E invece lo conosci, almeno uno.
Chi???
È Mahmud, quello che lavora con il papá e la mamma, te lo ricordi?
Sì. Lui è mummulsano?
Sì, è musulmano.
Però è buono.
È musulmano ed è buono.
Perché ha letto da solo il libro delle regoline e ha capito che non si uccide?

Sì, amore, anche per quello. E anche perché è buono e basta, perché è una persona gentile, è un papá come il tuo.

Ma noi ce l’abbiamo un libro con tutte le regoline?
Certo, è la Bibbia.
E nella Bibbia cosa c’ê scritto?

Ci sono tantissime storie, e alcune di queste sono anche nel Corano.
Io voglio leggerle.
Quali?
Tutte, quelle uguali e quelle diverse. Così nessuno potrà raccontarmi le bugie e non avrò più paura. Adesso però no, devo giocare con i Lego.

(Questo dialogo non ha avuto luogo se non nella mia mente. Ho meditato se dire al cinquenne della strage di Parigi, poi ho scelto di salvarlo ancora per un po’ dall’orrore del mondo: a casa non guardiamo TG, preferendo le notizie online e spesso la stampa estera, perciò non sa cosa sia accaduto. Ho voluto immaginare cosa risponderei alle sue richieste di spiegazione, e immaginando le sue repliche ho scritto questo post, affinché un giorno legga e capisca ancora una volta come l’odio, la diffidenza, il pregiudizio e il razzismo non portino che altro odio e paura, e che questo è lo scopo dei terroristi, farci vivere nella paura. Io mi rifiuto, pur provando paura, di cedere all’odio e al pregiudizio. Mi rifiuto di arroccarmi nelle mie posizioni e pensare che in fondo “sono tutti uguali”, mi rifiuto di accettare che esista un loro e un noi.

Abbiamo fatto puzzle, ho perso due volte al gioco dell’oca, abbiamo colorato e riciclato una bottiglia di plastica per fare un razzo spaziale, e giocato con i Lego. Un pomeriggio quasi normale, in apparenza.

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