Chi non sa insegnare.

La scorsa notte ho fatto un sogno un po’ strano. Tutto era molto realistico e verosimile, era uno di quei sogni dai quali ti svegli in preda a uno stupore confuso e ti ci vuole più di un istante a tracciare di nuovo con sicurezza la linea di confine tra mondo onirico e mondo reale. Di solito ricordo molto bene i sogni, alcuni sono ricorrenti, altri a puntate (giuro), altri ancora diversi ma ambientati nello stesso posto, ovviamente immaginario, ma in grado di conservare le caratteristiche anche a lunga distanza di tempo. Spesso mi basta pensarci un po’ su per capire perché e da dove vengono i sogni che faccio, se è caponata o dilemma esistenziale, come dire, ed è una cosa che mi piace fare la mattina, come una specie di checkup. Hai di nuovo sognato di uscire senza scarpe o senza vestiti? Analizzi l’insicurezza e ci lavori su. Tazze, tuffi in acqua, serpenti? Chiedi a zio Sigmund.

Stanotte però ho sognato che tenevo un corso di fotografia del gelato nel posto dove lavoravo un tempo, e non era come gli incubi che di solito faccio relativi a quel posto, era carino e divertente, avevo un sacco di slide su instagram e il mio miglior pasticciere come supporto tecnico, perché nel sogno spiegavo ai gelatieri e ai pasticceri come fare le foto per i loro social fai da te. In realtà l’origine del sogno è in uno scambio su instagram avuto qualche sera fa con un newbie, e in una di quelle foto che FB si ostina a riproporci per ricordarci che avevamo meno rughe qualche anno fa, e infine dal post di una tizia che dopo due anni che scrive di quanto sia bello lavorare da freelance, che cerca di vendere corsi ed e-book sul lavoro da freelance, che rompe il cazzo con quanto è brava lei, ora cerca lavoro e lo fa con un post a mio avviso suicida. Nel sogno infatti pensavo che oddio, sono diventata proprio come quelle lì, che non sapendo fare niente pretendono di insegnare a tutti delirando e sproloquiando in tutti i luoghi in tutti i laghi su quanto sono brave loro e se non ce la fanno è perchè sono single e femmine e tutti sono sessisti. In questi casi vorrei commentare sotto alle millemila galline adoranti che manco per niente, che la verità è che non sono brave abbastanza, ma mi astengo.

Il sogno è diventato incubo, comunque, io spiegavo e mi vergognavo da matti sapendo di stare insegnando senza saper fare. Ho sospettato che potesse trattarsi di un sogno quando dalla porta scorrevole di vetro acidato è entrato Jack Black vestito da finto Schneebly di School of Rock dicendo che chi non sa insegnare dovrebbe insegnare ginnastica e non fotografia. Mi sono svegliata. Chissà quanto mi ero fatta pagare, nel sogno, non credo lo scoprirò mai.

Ora vado a dormire, mi porto i pop corn.

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