Musica dal vivo.

Questo è uno di quei venerdì in cui alle sei pensi che avresti davvero voglia di uscire e fare qualcosa, tipo ascoltare musica dal vivo in un posto con gente abbastanza grande e un bicchiere sempre pieno sempre in mano.

Avevamo anche detto qualcosa di una birra con le mie due Amiche, ma poi sono passati i giorni, il grande è stato a casa perché aveva mal di gola e sta prendendo antibiotici, io ho finito cose e consegnato progetti e disegnato diplomi molto tardi la sera perché fossero stampati molto presto la mattina dopo e auguri natalizi per cui ho passato le ore su mailchimp e poi niente un JPEG allegato alla mail e ciao. La birra è rimandata per l’ennesima volta a data da destinarsi. Non odiatemi, mi arrangio da sola a detestarmi per l’inadempienza cronica.

Ho stirato moltissimo e anche lavato i bagni e passato l’aspirapolvere un numero elevato alla n di volte, e ho avuto una spiacevole discussione che mi ha rattristata molto ma che per come sono io mi sembrava inevitabile, e in effetti mi sento anche sollevata per essere riuscita a dire che mi sentivo sfruttata e non mi andava più, anche se mi spiace aver dovuto dirlo e non essere riuscita a fare in modo che l’altra persona capisse. Sempre che volesse capire, cosa di cui non sono certa.

Ho scritto poco, sia perché non ho avuto tempo, sia perché mi uscivano post un po’ amari e arrabbiati in merito a cose che in fondo non hanno importanza, e per cui non vale la pena prendersela, quel tipo di post che se uno lo legge poi sembra invidia, quando invece non lo è, è solo stupore per come la gente perda il senso delle proporzioni e decida di insegnare molto prima di saper fare le cose, soprattutto su internet, e su come siano sempre del tutto incapaci di accettare commenti che si distinguano dal gallinaio adorante e dicano la verità. Ma appunto, non importa.

Siamo stati ai piccoli spettacoli di Natale dei bimbi, uno martedì sera e uno mercoledi, poi al mercoledì sera io e Lui abbiamo la serata TV, con Quantico e Deutschland1983. Ogni volta che su sky sento “la tua serie preferita” nel promo di Quantico mi incazzo molto, perché è arrogante da parte loro dirlo, ma è vero. Anche Deutschland1983 mi piace un sacco, me la rivedrò in tedesco da sola poi, ma ci prende molto. A me le spy story della Guerra Fredda sono sempre piaciute tanto, e questa serie è abbastanza credibile. Guardavo anche The Americans, ma mi ha stufata, ho perso il filo.

Stasera avrei voluto uscire. Ascoltare un concerto live, magari ballare, fare cose, vedere gente. In realtà alle sette e mezza, appena dopo cena, mi sono seduta sul divano, sul quale ero appena faticosamente riuscita a risistemare i cuscini (nel senso delle sedute e gli schienali) sottraendoli alla loro principale destinazione di utilizzo come materassi per i “taltiiiiii” sparsi sul pavimento del soggiorno. Dove sparsi si riferisce sia ai cuscini che ai tuffi delle due creature, che a volte riportano contusioni di lieve entità curabili con il bacino magico passatutto, mentre altre fingono indifferenza e continuano imperterriti a rischiare la morte.

Comunque mi sono seduta sul divano appena riordinato e HO PRESO SONNO. Alle sette e mezza di venerdì sera. Ho dormito ben cinque o sei minuti, poi il duenne ha ritenuto opportuno destarmi dall’immeritato e prematuro riposo con un cortese massaggio rianimativo cardiaco. Il sonno è passato immediatamente, ma stasera non andrò a sentire musica live, non piegherò calzini, non stirerò e non convertirò in tracciati nulla al PC. Stasera leggo: ho preso su kindle il libro “Internet non salverà il mondo” di  Morozov. Nella versione originale ha un titolo molto più ironico, “To save everything click here” (clicca qui per salvare tutto). Mi interessano molto i libri che parlano dell’impatto di internet e dei social network sulle nostre vite, è una cosa su cui rifletto molto, e questo è uno dei libri che lo fa nel modo in cui piace a me. Non è rilassante come un romanzo, ma è davvero interessante.

Oltre a telefilm, libri, recite, pulizie, infografiche e diplomi, questa settimana ho fatto anche due selfie, e mi sono resa conto di come in effetti la mia bocca e i miei occhi siano scombinati, nel senso che i selfie mi escono se nascondo gli occhi con i rayban scurissimi o se tolgo gli occhiali e mi fotografo in primissimo piano con una mano davanti alla bocca. Tutto insieme no, pare Picasso. Sono strabica e asimmetrica, nonché rigida e a disagio davanti all’obbiettivo: la mia amica Anna che verrà a farci qualche foto di famiglia a casa avrà il suo da fare a togliermi quella faccia di dosso, ma nel caso passasse di qui si consideri autorizzata ad abbondare con photoshop e filtri e distorsioni, che non me ne frega un cazzo della verità, io voglio solo ricordarmi come mi illudevo di essere, non certo com’ero. In effetti dopo quindici anni ci facciamo meno schifo nelle foto, ma intanto però.

Sedermi davanti al foglio di wordpress ha un effetto tanto catartico quanto fluviale, perché i post mi escono lunghissimi e privi di filo logico, tutto il contrario di quello che ti insegnano ai corsi di storytelling e blogging, ma parecchio vicino a una seduta di psicoterapia. WordPress è gratis, il terapista no. Il terapista è discreto, wordpress è pubblico, c’è anche l’opzione dei post privati, ma il mio Ego si ribella. Perché scrivere, se nessuno legge?

Mi trattengo dal continuare a scrivere oltre, il post è già molto lungo.

Domani matrimonio, comunque. Addio.

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One thought on “Musica dal vivo.

  1. Prendo nota e vado a cercare un manuale di fotografia cubista, son sicura che su Amazon lo vendono.
    Relax baby, nel vedere come mi riduco a fare la pagliaccia multitasking affannata mentre fotografo le famiglie, ti farai una risata e smetterai di pensare che sei davanti a un obbiettivo. Piuttosto penserai che hai davanti una cretina. È il segreto del mio “successo”.

    Mi piace

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