Bene, ma non benissimo.

Riferito alla gastroenterite e non solo, perché oggi è il 28 dicembre e tra tre giorni siamo nel 2016 e l’unico buon proposito che sono riuscita a raccattare è quello di imparare a mettermi lo smalto senza sbavature sulla mano sinistra almeno. Ah, e la palestra, ma suvvia, chi non si ripromette mentendo e sapendo di mentire che andrà in palestra? Non conta, la palestra.

Quest’anno è stato denso. Come ogni dicembre mi rimprovero per non aver tenuto da parte almeno una fotocopia dell’oroscopo di Paolo Fox o Brezsny o Branko (è ancora vivo?) per vedere se era vero, ma naturalmente non lo farò neppure quest’anno, perché su, dai. Potrei fare quella cosa che fanno tutti o blogger a fine anno, cioè una carrellata (che però chiamano recap, che fa più figo) dei post più significativi, che ha lo scopo di inventarsi un post senza aver niente da scrivere e migliorare il rank attraverso link interni, ma come l’anno scorso rimando all’anno prossimo. Faccio il recap triennale, che fa tanto arte contemporanea, incidentalmente, e suona benino.

Ho chiuso un paio di cerchi belli grandi quest’anno, e ho avuto la conferma che ascoltare la testa e non la pancia qualche volta è una stronzata pazzesca ma tutto il resto del tempo è cosa infinitamente saggia, buona e giusta. Ho capito che non è che le cose devono sempre per forza succedere, o comunque non devo farle succedere io. Ho capito però che certe volte tocca, e allora sono andata avanti come un carro armato, mi sono schiantata e rialzata subito. Beh, quasi.

Ho preso un paio di lavori da freelance davvero grossi, terminati un po’ di corsa a fine dicembre, e un altra collaborazione che mi piaceva tanto ma che non riuscivo proprio a gestire, con un online store. Ci ho guadagnato un paio di amici, però.

Ho detto parecchi no, tra cui un paio a inviti attesi e agognati e sperati da due anni a questa parte, molto su, molto milanesi, troppo lontani dai miei figli per poter anche solo pensare di. Ho camminato tanto, corso, perso peso, bevuto, riso, fatto tante fotografie, ma tante tante sul serio. Ho inserito ordini e sbagliato DDT, qualcuno l’ho anche fatto giusto, però. Ho scritto un sacco, non solo qui.

Abbiamo comprato il terreno per una nuova casa, che è un po’ come sposarsi di nuovo, o almeno io l’ho vissuto così. Prima o poi la costruiremo pure, superata la fase Pinterest. Io vorrei una cucina grande con l’isola al centro e tanta luce naturale, uno studio con una libreria grande grande, e un abbaino. Non avrò l’abbaino, pare, ma vedrò di accontentarmi.

Ho trovato il coraggio di farmi finalmente rossa, per scoprire che non tiene, sono proprio una bionda e non c’è nulla da fare.

Ho letto un po’, meno di quello che avrei voluto. Ho perso per strada alcune persone, ne ho ritrovate altre. Sono tornata a studiare filosofia, ho cambiato nome al blog e sono tornata su wordpress.com. Ho smesso di fare la blogger e ricominciato a scrivere perché mi va e mi fa stare meglio, o anche solo capire cosa non funziona per il verso giusto. Scrivere ti allinea i pensieri, uno accanto all’altro, è un po’ come una fotografia, ci vuole attenzione, a volte funziona meglio da vicinissimo con il diaframma tutto aperto, altre invece no, devi fare qualche passo indietro e capire dove vanno a finire le linee del quadro.

Il 2015 è andato bene, ma non benissimo: avrei dovuto fare molte cose meglio di come le ho fatte, avrei anche potuto, e voluto. Coulda, woulda, shoulda.

Però amen, chissenefrega.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...