Di pioggia e becero humour nero.

Oggi piove. È uno di quei giorni insulsi e grigi in cui le ore si trascinano lente e stanche, mi fanno male le ossa e penso di essermi presa l’influenza dal piccolo che l’ha presa dal grande.

Sono uscita sul terrazzino a buttare un vasetto nel contenitore del vetro e ho sentito le campane suonare a morto. Ho pensato alla tristezza dei funerali quando piove, al disagio di chi va al funerale e deve stare lì sotto l’ombrello, come se il funerale non fosse già triste di suo e dovesse mettercisi anche la pioggia.

Poi però ho pensato che quando fanno i funerali con il sole quasi sembra un affronto del mondo, quello di continuare a fregarsene che noi siamo mortali, perché il sole continua a splendere e gli uccellini cantano con la crudeltà di chi osa rimanere indifferente alle nostre tragedie.

So che sembra un post molto depresso, ma in realtà l’idea di morire non mi spaventa se non per la paura di lasciare soli i miei bimbi e chi mi ama. Per tutto il resto sto leggendo Spinoza, e guardando la pagina delle imprese funebri Taffo, che è riuscita a sdoganare su Facebook un tema ‘ostico’ come la morte. In ogni caso, che il giorno del mio funerale ci sia pioggia o sole, mi piacerebbe proprio tanto che sulla lapide fosse scritto solo

“Hmmmpf, altri 5 minuti e poi mi alzo, giuro.”

Detto questo, comunque, “a parte la vita tutto bene, eh”. (Non c’è che l’ironia, per liberarsi da una brutta giornata un po’ deprimente).

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