Chiamami Kaspersky, sono la tua bionda.

Da circa tre giorni avevo preso l’abitudine di spegnere il PC subito prima della pausa pranzo e riaccenderlo al rientro. Oggi ho tentennato, poi ho detto va beh, spengo.

Poi al rientro ho riacceso e bum, tutti i file sul desktop avevano all’improvviso la stessa icona, di un bianco desolante, e nomi ucraini pieni di consonanti e xyxz. Ti sei beccata il virus, ha detto lui, subito prima di buttarsi a Zenga (Walter, il portiere, per dire quanto sono aggiornata sul calcio io) e ha scollegato la macchina infetta dal server, salvando ancora una volta il mondo dall’invasione degli ultracorpi. Il lato positivo della faccenda è che avendo spento il PC tre minuti dopo aver aperto per sbaglio quella maledetta mail ho “congelato” la frenetica e stacanovista attività del maledetto Locki, che in effetti è il fratello stronzo di Odino, stronzo e astuto, riducendo di molto il potenziale danno del maledetto bastardo.

Poi Lui ha preso dei file e guarito il PC. Così, come per magia. Loro, quelli bravi al PC, fanno così. Conoscono righe di codice come incantesimi, penetrano nelle cartelle più arcane e zac, sistemano. In piedi su una gamba sola, rispondendo al telefono e facendo addominali, perché, come ti dicono con un sorriso, “è facile, e anche divertente, no?”. Non so se avete presente il tipo, è quello che tu non hai toccato assolutamente niente ma il computer ti fissa ostile senza la minima intenzione di collaborare finché loro non sono nel raggio di 1mq di distanza, quando lo toccano loro il PC fa le fusa e si dimostra ragionevolissimo, salvo tornare alle ostilità nell’istante esatto in cui escono dalla stanza. Non ci credono, quelli come lui, dicono che sei per forza tu a sbagliare qualcosa, la macchina è stupida, (e lo capisci, che tra le righe ti stanno garbatamente dicendo che in effetti non è la macchina a essere stupida, ma tu), e invece il computer ti odia, e ti ghigna addosso alle loro spalle.

Io ho reagito alla notizia che ero stata così furba da aprire inavvertitamente un allegato virale come mia consuetudine, con pacata calma e assoluta compostezza.

Poi ho pensato che Kryptolocker mi ricordava FootLocker e mi sono immaginata tutti i virus in giro per il disco rigido con la maglia a righe del logo del famoso negozio sportivo. Poi ho pensato che “virale” finora mi piaceva, perché noi social media cosi sognamo sempre di fare per i nostri clienti le robe virali, però stavolta non era per niente una figata, sta cosa virale.

Poi ho pensato che è molto figo lavorare con – per – da un CED coi controspigoli, invece di dover chiamare l’assistenza esterna. E ho pensato che la cosa ancora migliore è averlo anche sposato, perché per fortuna graziaddio l’ho combinata io e non gli altri dell’ufficio, che li avrebbe squartati, invece io gli cucino pranzo e cena, e tutto il resto, cosa che amplifica il mio potere contrattuale non di poco.

Poi ho pensato anche che non mi ha cazziata come avrei meritato, ma mi perculerá a vita, dopo questa, e ha già iniziato a chiamarmi Kaspersky.

Io dal canto mio avrei quasi preferito un virus intestinale, almeno dimagrivo.

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