Io e i miei capelli.

Stamattina ho preso in mano una ciocca di capelli, ancora attaccata alla testa, anche se temo per poco, e ho dovuto constatare lo stato disastroso delle mie punte. Fanno schifo anche le mie unghie, tra parentesi, ma non sono il tipo che fa durare una manicure.

Allora stasera mi sono versata un pochino di olio di Argan purissimo 100% garantito, una roba pazzesca, e adesso sono qui che scrivo, nervosa come una biscia, perché a me nulla mette ansia quanto il sospetto, o la consapevolezza, in questo caso, di avere i capelli grassi. Chissenefrega se è domenica sera e sto per tuffarmi nella lettura de “La Lettura” (una metalettura, insomma) e nessuno mi vede, io sto male. Fisicamente, proprio.

Questa paranoia dei capelli grassi risale alla mia adolescenza, quando mio padre me lo faceva notare pressoché costantemente, con il garbo pacato che contraddistingue il mio sarcasmo, ereditato da lui, generando in me una autentica paranoia che tuttora persiste. A quell’età tutti hanno i capelli unti, siamo ammassi di ormoni che giocano a rugby nel fango, però lui me lo diceva. Di continuo. Si meravigliava, proprio, del grasso prodotto dal mio cuoio capelluto. L’ho perdonato, ma è rimasta l’ossessione. I miei capelli, il cui colore naturale è un biondo oramai scuro, sono lisci e sottili, e si ingrassano molto facilmente. Come me, del resto.

Li lavo ogni giorno. Mi rendo conto di essere intrappolata in un drammatico circolo vizioso, per cui più li lavi più il pH è sconvolto e più facilmente si ungono, ma non c’è shampoo sgrassante che funzioni. Una volta ho persino fatto la permanente, ma dopo tre settimane eravamo a capo.

Non so che ormoni ho. E considerando il fatto che sono nata senza tiroide e assumo tiroxina di sintesi da circa trentaquattro anni (ciao Bracco, grazie di tutto, ti voglio tanto bene) dovrei essere poco ormonale (ormonosa?) e invece.

Una volta sono andata a fare un massaggio meraviglioso, incredibilmente rilassante, si chiama shirodara e ti versano un filo di olio caldo sulla fronte. L’ho fatto al Gaarten di Asiago e alle Maldive in viaggio di nozze (sai mai che fosse meglio laggiù, ho pensato, dimenticando che Maldive non è Thailandia) e in entrambi i casi ho rischiato una crisi bipolare, perché se il massaggio rilassante funzionava meravigliosamente da un lato, dall’altro io ero devastata dall’olio sui-nei-tra i miei capelli, il che ha vanificato tutto il beneficio di novanta minuti di paradiso.

Quando dicono che il paradiso di qualcuno è l’inferno di qualcun altro parlano di me, in entrambe le parti della frase.

A giudicare da quello che ho letto in giro a forum sull’olio di Argan, domattina avrò punte meravigliose e ben nutrite, ma manca ancora un pochino alla fine dell’impacco e io non so se riuscirò ad evitare la crisi nervosa.

Sappiate che io e i miei capelli vi abbiamo voluto bene, (e vi saluta Niccolò Fabi).

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