Mare.

Primo di numerosi e innumerevoli fine settimana al mare, con l’Adriatico cangiante e sibillino ad aspettarci inquieto. Verdazzurro, celeste chiaro, quasi bianco, e poi grigio scuro e indaco, intenso come un amore clandestino, sfacciato come un amore ragazzino, sempre più verbo che nome il mio mare che cambia colore a ogni istante.

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È sempre lo stesso straccetto di mare davanti al Chiosco Veliero, eppure.

(Mi torna in mente il verso di Leopardi del naufragar m’è dolce in questo mare, e l’Allegria di naufragi di Ungaretti, e il porto sepolto, di questa poesia mi resta quel nulla l’inesauribile segreto, e Oceano Mare, e il Sea change / into something rich and strange, e mi perdo dentro versi che devo rubare agli altri, vissuti lontano nello spazio e nel tempo, eppure sapevano del mio cuore oggi davanti a questo mare, sotto questo cielo)

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