Cambiare occhiali.

imagePer me cambiare occhiali è una decisione complessa, tormentata, traumatica. Indosso gli occhiali da quando avevo tre anni, quattro, forse, sempre, dall’istante in cui apro gli occhi e tutto è sfocato fino a quando crollo esanime su un libro, dopo mezzanotte.

Ci metto delle eternità a scegliere, provando settordici miliardi di modelli pressoché identici, esito e cincischio, mi illudo che stavolta sì, stavolta prendo un modello trasgressivo e anticonformista. Uno che da solo costituisca una dichiarazione di stile, definita e inequivocabile. Cioè vorrei avere il coraggio di portare gli occhiali da creativo – termine che uso volutamente al maschile per indicare la figura professionale e non la casalinga disperata, crafty e vorrei ma non posso – senza sembrare una perfetta cretina.

Il problema è che gli occhiali diventano una parte fisica della mia faccia, e ci metto molto tempo ad accettare il cambiamento. Odio specchiarmi, e ancor più odio specchiarmi in un negozio dove devo stare appiccicata allo specchio per vedere come sto con questi accidenti di occhiali nuovi, il che mi costringe a notare gli innumerevoli difetti della mia faccia, gli occhi strabici, il naso da rifare, i denti non ne parliamo, l’asimmetria, le impurità. E gli occhiali, che an che se mi aiutano a nascondere un po’ lo strabismo e anche le borse sotto gli occhi, inevitabili dopo trent’anni di occhiali, di certo non infighiscono, di solito. Nel mio caso, no, comunque. tranne i miei adorati rayban da sole extra dark, ma si sa, siamo capaci tutte a sembrare più carine, con gli occhiali da sole è proprio vincere facile, ponziponzipopopoh.

Comunque ho provato circa 46 paia di occhiali, poi ne ho selezionati 12, poi 6, poi sono entrata in panico e volevo uscire, poi 4. Due erano blu e verde azzurri, molto belli e colorati, e gli altri due invece molto più soft. Ho scelto il soft, ovviamente, con il coraggio che mi contraddistingue, e quindi per i prossimi dieci anni avrò gli occhiali più democristiani del mondo, altro che artista bohemien e un po’ pazza.

Nb. non sono questi di Prada della foto, troppo larghi e da signorina Rottermaier, ma sono abbastanza simili. E ora aspetto otto giorni, chè la mia lente sinistra va molata su misura e a mano, da Baruch Spinoza in persona, temo. E se fra otto giorni scoprirò che avrei dovuto seguire il mio istinto e scegliere quelli blu shock? E se li prendevo blu e poi l’anno prossimo me li dovevo tenere blu perchè due lenti mie supersottili antiriflesso fotocromatiche eccetera costano come un rene e non li cambio ogni anno anche per quello, che ho solo due reni poi basta?

(lenti a contatto non le porto, non ce la faccio, ho provato e riprovato, ma no, per via d un brutto trauma postoperatorio da piccola non ho un rapporto sereno con il fatto di toccarmi o lasciarmi otccare gli occhi, e cercare la lente con il dito mi provoca crisi di panico, conati di nausea, brividi di terrore tutto insieme, e non scherzo. Per lo stesso motivo, non posso affrontare le visite preoperatorie per il laser oftalmico, insomma, che vita di merda)

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Una risposta a "Cambiare occhiali."

  1. Come ti capisco! Cambio gli occhiali ogni 6/7 anni e li metto sempre… diventano parte di te!
    Mai avuto il coraggio di fare una scelta strong… ho paura di strancarmene!

    Mi piace

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