Il senso delle distanze.

Essere adulte, sposate, madri persino, non significa affatto aver smesso di essere ragazze. Si esce molto di rado, dopo le dieci di venerdì per avere tempo di lavare i piatti piegare un’asciugatrice mettere a letto i bambini e quasi anche fare una doccia e passare in fretta la lametta, perché hai voglia di una gonna e di scarpe col tacco, di quelle che l’unica cosa più piacevole di avere finalmente una scusa per rimetterle è lo sconfinato piacere di toglierle, finalmente, a notte fonda, il marmo freddo delle scale condominiali sotto i collant. Ma si esce.

Non hai naturalmente niente da mettere, ma qualcosa finisce che lo trovi, underdressed e troppo scialla ti rimproverano quelli che anni dopo cercano di vendere pendenti di ceramica a forma di salsiccia, troppo in tiro e le ragazzine in camicia a quadrotti ti guardano come se sapessero che l’ultima volta che l’hai messa tu erano gli anni novanta ed eri innamorata di Dylan. 

Torni a casa chiedendoti come sia possibile che un uomo a cinquant’anni non abbia ancora percepito che non è bello prendere una ragazza sposata per la vita e sussurrarle cose all’orecchio, anche se è una vita che vi vedete in giro non vi conoscete affatto e può darsi che a lei dia fastidio, questa invasione di spazio personale. Ma soprattutto, come è possibile che a uno venga in mente di afferrare la ragazza per sussurrarle all’orecchio quanto è figa…La sua amica. 

Lì per lì ho detto eccome, convinta. Poi ci ho pensato su, a una ragazza, una cosa così potrebbe dare fastidio, mi sono detta. 

La mia amica è davvero bella, per inciso, e non è la prima volta che esemplari di sesso maschile si sentono liberi di dirmi in faccia che lei è bella, ma io sono simpatica, però lei è proprio bella. Mi comprerò una borsetta di Chanel con la tracolla a catenella, così almeno sono un cesso completo, ha risposto la me sarcastica. 

Di non essere il tipo che fa voltare gli sguardi lo so, l’ho sempre saputo. Quanto ad accettarlo, beh, ci sto ancora lavorando, con alterni risultati e oscillazioni anche significative di peso. Di certo però non ho bisogno che me lo vengano a dire semisconosciuti privi di senso dello spazio e delle distanze, per l’amor del cielo. 
 

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