Un posto così.

Mi sono imbattuta in un posto che mi piace da matti. Si trova esattamente davanti a un grande e luminoso negozio di arredamento contemporaneo e oggettistica di design, e ne rappresenta l’ideale contrappeso, perché è piccolo, poco luminoso, incasinato oltre ogni ragionevole limite. Tanto il negozio oltre la provinciale è rarefatto e sofisticato, tanto questo è denso, caleidoscopico, spontaneo, stratificato. 

È un mercatino dell’usato. Si chiama, con spiazzante onestà intellettuale, Voglia di mercatino. Dentro non sai mai bene chi lavori e chi stia curiosando, un po’ perché il banco principale è letteralmente inondato di cose e si fa fatica sia a vedere chi ci sia dietro, sia a raggiungerla con gli oggetti scovati che con le banconote. È una ragazza, sembra un po’ un folletto, ride spesso e con gli occhi. Ce ne sono almeno altri due, un ragazzo e un signore, il primo parla parecchio più del secondo, e a me sembra di conoscerlo da un sacco di tempo perché somiglia tantissimo al mio amico Giovanni, però è un altro. Parlano pure nello stesso modo, pazzesco, stessa voce, risata simile, gemelli diversi. O parenti, boh. 

C’è di tutto. Cassettiere da tipografo, vecchi vestiti, cucchiaini, radio, una impressionante quantità di cornici (alcune meravigliose, ad averci il tempo e lo spazio per carteggiarle e sbiancarle). Cestini da pic nic di Paperino, abat-jour, bambole souvenir, cuffie, piatti, piattini, tazze, tazzine, zuppiere, saliere, scatole di latta, ferri da stiro, caraffe di vetro di peltro di plastica. Bricchi e brocche, scatole e occhiali, giocattoli e seggioline. Quando vedete quei tutorial delle riviste di arredamento che insegnano ad appendere i piatti spaiati su una parete e pensate sempre che sarebbe bene a casa vostra se aveste i piatti, ecco, qui li trovate. Anche un sacco di altre cose,stile maisons du monde che invecchia il nuovo per farlo pagare di più, ecco, qua è autentico vintage e siccome qualcuno ha svuotato la cantina, capace che lo pagate tre soldi, come l’opera. 

Io potrei passare davvero ore in questo posto, perché ogni oggetto ha dentro un sacco di storia e di storie che non saprò mai, storie che però nessuno mi impedisce di inventare. Ci sono cose che una si chiede come hanno fatto a separarsene, altre, cose tristarelle e malconce, cose che hanno bisogno di amorevoli cure per tornare a splendere, altre ancora per cui forse è troppo tardi. O forse no, non ancora. Chi ha bevuto il caffè in questo servizio azzurro? Era bella la sposa che ha scelto queste bomboniere? Che fiori ha conservato il vaso verde? 

È un posto in cui non bisogna stancarsi di guardare con gli occhi del cuore, un posto di scoperte e possibilità, di passato e di futuro. Ci sono libri, io ne ho trovati alcuni molto belli che voglio incorniciare, prodotti tipografici dalla grazia elegante d’altri tempi. Questo, di Hoepli, è degli anni 30, ogni pagina riporta lo schema di un soffitto decorato, voglio scansionare ogni pagina per conservare gli elementi grafici.

Ho preso diversi libri, un portacandela, un vasetto bianco dalla forma perfetta per accogliere un solo fiore, sto riflettendo su un bidone del latte, aspetto che emergano altri libri dai misteriosi anfratti di un comò che forse tra  qualche giorno sposterà Alessandro. (Alessandro è l’estremista moderato che custodisce il luogo e, quando si ricorda dov’erano l’ultima volta che li ha visti, estrae dal cilindro piccoli inattesi tesori che rivelano un ottimo occhio e parecchio istinto, nonché un certo gusto).

Non spaventatevi per la confusione, è disordine creativo, anche un po’ magico, credo. Non abbiate fretta, guardate bene, perché i tesori meglio nascosti sono in piena vista. Da fuori non sembra chissà cosa, ma…se vi piace tutto ciò che ha già vissuto, prima di arrivare fino a voi, se più prosaicamente collezionate oggetti curiosi, li usate per vetrine o set fotografici, se siete crafter con una dipendenza certificata dal DYI di recupero… Un posto così non potete perdervelo. 

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One thought on “Un posto così.

  1. un posto cosi’ potrebbe essere il titolo di un film di genere fantastico e tu la degna narratrice. te lo dice Alessandro che non e’ Giovanni……… ma questa e’ un’altra storia. Grazie

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