Cugine.

Stasera un hamburger da Rivetti, affollato e acusticamente pessimo, ma trendy, perciò andiamo. Siamo io, Melissa, Moira. 

Loro sono cugine di sangue. Io acquisita. 

C’è stato un tempo in cui eravamo io, Maura, Moira. Cugine di sangue Maura e io. Poi la vita, gli amori, i viaggi, i lavori, ed è finita così. È da quella benedetta scatola di cioccolatini di Forrest Gump che la vita non smette mai di sorprenderci per il modo strano in cui chiude i cerchi, anche quelli tanto grandi che mentre li percorrevi credevi di avanzare in linea retta, in quella famosa direzione ostinata e contraria che tanto rassicura i finti alternativi, e invece era una curva ampia, e tutto acquista senso, dopo. Ma è sempre il viaggio stesso, la destinazione più autentica. Devi fare tutto il giro, per riconoscere la destinazione, che non è altro che la partenza scritta al contrario. 

Abbiamo parlato di figli, di com’è la prima volta che te li vedi uscire e prima erano parte di te e poi tu diventi parte di loro, quando il battito del loro cuore lo senti da fuori e non più dentro, eppure molto più profondamente di quando erano nella tua pancia. Abbiamo parlato di padri che cambiano pannolini con la pinza al naso per non sentire l’odore di cacca, abbiamo riso con l’affettuosa condiscendenza che solo le madri hanno. Abbiamo parlato di fidanzati, di nuovi lavori e del senso di inadeguatezza dei primi mesi, quando devi chiedere tutto e non hai chiaro lo storico, ti senti goffa e impacciata, magari lo sei, vorresti saper fare da sola ma temi di sbagliare. Abbiamo parlato dei vecchi tempi, Moira e io, della vodka alla menta colore colluttorio al Meeting, di amiche ormai scomparse da tempo dalle linee del quotidiano affollamento di facce sovrapposte, di gente che torna e altri che no.

Adesso le cugine sono loro, i luoghi sono altri, le circostanze molto diverse, rientriamo prima dell’ora in cui un tempo uscivamo, sulle nostre facce nuove rughe, lasciate da battaglie combattute da sole. 

La vita è strana, ma strana bella. Quasi tutto il tempo. A volte di più ancora, e non si racconta, si vive solamente. 

Adesso le cugine sono loro. 

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