Uscire nonostante. 

Uscire a piedi comunque. Nonostante il freddo, nonostante il ghiaccio, uscire nonostante. 

Cristalli di gelo sulla siepe fuori dall’uscio di casa, l’impressione di sentire quasi il valzer dallo Schiaccianoci. La musica nel cuore. 

Poi il fiume, gelato solo in parte, che imperterrito e placido scorre. Nonostante tutto, nonostante noi. 

Luce di biacca a bruciarmi negli occhi, una canzone in loop, cammino dentro il freddo e vado fino in fondo. 

Sul ponte un anziano signore, gentile, indossa una mantella di lana cotta, un berretto di pelo che sembra un colbacco, mi guarda e mi dice con garbo ha visto? Quanta bellezza. I suoi occhi vedono e guardano. Si allontana, poi si ferma di nuovo ancora un poco a contemplare il fiume. 

In cielo un parapendio scende piano. Poco dopo le nuvole si diradano, a rivelare scampoli di azzurro ricamati di rami. Sembra inchiostro nero soffiato con la cannuccia da un bambino, nel disegno la magia astuta del caso. 

Nel bianco una panchina silenziosa aspetta che tornino a primavera le risate dei ragazzi. Senza fretta, tutto accade quando deve. È necessario fare attenzione, si scivola su tanta bellezza. 

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