Leggere, scrivere, correre.

Il grande passa la maggior parte della notte tossendo, il che impedisce a lui e a me di dormire, nonché di andare il giorno dopo, rispettivamente, a scuola e al lavoro.

Stamattina cercando la miracolosa invenzione rappresentata dalla doccia nasale, un accessorio per aerosol che micronizza le particelle lasciandole più grandi (facendo quindi in modo che restino nel naso e lo puliscano sul serio), ho realizzato che le mensole dedicate ai medicinali esigevano un minimo di riordino, quindi ho tirato fuori tutto. Abbiamo paracetamolo per un intero stato dell’Europa Centrale, per non parlare dei cerotti, e dodici diversi flaconi di disinfettante. Meraviglioso. 

Come sempre accade, il magico potere del riordino inizia da un singolo cassetto, e in breve tempo ho completamente svuotato e riempito nuovamente (con una logica opposta alla precedente, in modo che per mesi ora non troverò più nulla e penserò che io però nel mio disordine mi trovavo, eccetera) un armadio, una cassettiera, due mensole, mezza cantina. Non sono esattamente certa di aver compreso il rapporto logico tra “riordino le medicine” e “svuoto la cantina”, ma suppongo che si trovi lì, appena un brivido sopra la follia, e comunque nel sottile e incerto confine tra l’angoscia esistenziale e la sindrome premestruale. 

Non contenta di questa riposante mattinata, dopo un leggero risotto agli asparagi ho avuto la brillante intuizione che sì, era oggi a mezzogiorno e trentaquattro minuti il momento giusto per ricominciare a correre. Perché me lo hanno scritto in tre ieri, dai vieni a correre, perché continuavo a ripetermi che con i bambini ho poco tempo, che sulla pista da sola il mattino ho paura, che magari settimana prossima, o al mare. BALLE! Volere è potere, ho pensato. Se vuoi veramente vedere qualcuno, fare qualcosa, il tempo lo cerchi, e lo trovi. È una questione di priorità. C’è questa frase bellissima di Camilla – Zeldawasawriter sulla geografia della scusa, e io sono stanca di sentire e inventare scuse. 

Poi ci sono responsabilità, doveri, priorità, lavoro, figli, famiglia. Ma se vuoi davvero fare qualcosa, il tempo prima o poi lo trovi, eccome se lo trovi. Piú spesso poi, a volte prima.Per leggere, per scrivere, per correre, per la palestra, per i calzini da piegare. Bisogna solo capire cosa va fatto prima, e cosa vuoi fare subito dopo, e tagliare sul resto, che il mondo gira comunque anche senza. 
Quindi nello spazio di un minuto  e ho infilato le cuffie, le scarpe, e via. Trentacinque minuti di  sofferente, ansimante e faticosa felicità lungo la pista ciclabile verso Valdagno, e ritorno per la zona industriale. Sola, in una solitude che non è loneliness, un passo dopo l’altro, le braccia che si muovono da sole, alza le ginocchia, respira, espira, espira, correre. Aria contro, luce bianca, dolore quasi piacevole della fatica. 

Bello, davvero, mi mancava. Ora trabocco di endorfine positive, che non bastano certo a sconfiggere il cocktail di meteoropatia, angoscia esistenziale e sindrome premestruale, ma insomma, aiutano. 

Sul kobo, l’ultimo di Carrére, dal titolo zen “Propizio è avere dove recarsi”, una raccolta di articoli e saggi che ho comprato quasi solo per il titolo e le recensioni. 

Leggere, scrivere, correre. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...