La camera stenopeica della quotidianità.

Bisogna saperla riconoscere, la felicità. 

Giunge improvvisa come l’azzurro del cielo dopo giorni di pioggia, seduti nell’erba sotto la placida protezione di un albero colore verde brillante, mentre i bambini corrono urlando vibrante energia su e giù da uno scivolo rosso.

È fatta di istanti, la felicità. Di cose semplici che però riescono a restituire senso all’esistenza. 

Canta, canta sempre, canta tutto il tempo, dice Jarabe de Palo su Radiodue, e ridi più che puoi. Ha ragione, ragione da vendere. Bisogna cantare e ballare e ridere più che si può, perché la risata è musica dell’anima. 

Non è sempre facile. Anzi, lo è di rado. 

Sono bravi tutti a essere felici quando è facile. 

È che bisogna ricordarsi come fare, come guardare nella camera stenopeica della brutale quotidianità​ che tutto assorbe e divora. 

Felicità semplice di cielo azzurro e nuvole di zucchero filato, di lettere e telefonate, di sole incerto e azzurro intenso per me, oggi. 

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