Amore, di Elizabeth Von Arnim. 

Nessuno più di una signora inglese della buona società conosce l’arte di mascherare un crudele insulto da gesto di esagerata cortesia: quintessenza stessa del concetto squisitamente britannico di understatement, il guanto di velluto a coprire una mano d’acciaio ha mietuto di gran lunga più vittime dell’offesa a viso aperto. È un’arte complessa da apprendere, che richiede un ambiente adeguato in cui affinare lo spirito e rendere più rapida e insieme lieve la lingua. 

Vi è molto di questo nei romanzi di Elizabeth Von Arnim, che dopo “Un incantevole aprile” assai fortunata scoperta di pochi giorni fa, sto leggendo tutti uno dopo l’altro, quasi senza soluzione di continuità, assecondando la mia indole di parsimoniosa anglista grazie ad un’offerta speciale sul Kobo Store.* 

Il primo si intitola “Amore”, e racconta di una donna, Catherine, rimasta vedova in giovane età, alla quale ad un certo punto accade di ritrovarsi oggetto delle cortesi attenzioni e, in breve tempo, del fervente e disperato amore di un giovane molto attraente. 

A nulla giovano, nel racconto, i tentativi di lei di combattere questo legame decisamente anticonvenzionale negli anni ’20 di un’Inghilterra tutto sommato ancora piuttosto vittoriana, il giovane la raggiunge nella tenuta di campagna della figlia (a sua volta sposata ad un uomo molto più anziano, senza che però questo stupisca nessuno), dove lei si è temporaneamente esiliata, e dopo poco i due convolano a nozze. 

La garbata ironia di Arnim, unita al notevole spirito d’osservazione della buona società per cui sarà poi paragonata nel 1940 a Jane Austen (per Mr Skeffington, tra i suoi migliori romanzi) non le impediscono di narrare con onestà le difficoltà​ in cui la protagonista si dibatte per impedire all’amato (perché è pur sempre un romanzo, e amor ch’a nullo amato amar perdona fa si che anche lei si innamori perdutamente, nonostante le riserve iniziali) di scoprire quanto lei sia più vecchia e stanca di lui. 

Alcune vicissitudini renderanno vane le lunghe ore di lei alla toeletta del belletto, e metteranno in seria difficoltà il giovane, con un epilogo che non sarebbe cortese anticipare qui. 

Sì può convincere qualcuno di tanto più vecchio di noi che conta assai poco ciò che manca, ma infinitamente di più importa ciò che c’è? Non è semplice, sembra sussurrare Arnim, eppure non perde la fiducia nell’intelligenza di un amore autentico e coraggioso, che non ignora la realtà ma la accetta pienamente.

Buone maniere inglesi e anticonformismo pacato rendono questo breve, piacevole romanzo (largamente autobiografico) assai piacevole, in particolare dopo l’inevitabile, fatuo chiacchiericcio di queste ultime settimane sulla compagna del nuovo Presidente francese, anch’ella più vecchia di lui. 

Non credo abbia davvero molta importanza chi dei due è più o meno giovane, lui o lei, e immagino che le difficoltà incontrate da Catherine, il suo senso di inadeguatezza, di lentezza, quasi, rispetto alla rapidità  e all’energia vitale del suo giovane e affascinante pretendente, lo sforzo costante di essere all’altezza, in modo diverso  ma analogo, possano riguardare anche un uomo, nella sua stessa situazione. Ciò che sembra sussurrare Arnim, comunque, è un invito al coraggio di accettare la vita e il modo in cui ti sorprende, prendendo e donando da entrambe le parti ciò che le circostanze permettono, nulla di più, ma soprattutto niente di meno. 

Ho iniziato oggi Mr Skeffington, in cui una donna divorziata dall’aspetto non più così piacente, si scontra con la devastante e dolorosa consapevolezza della bellezza che sfiorisce e del tempo che, implacabile, la lascia sola, mentre tutti i suoi vecchi spasimanti, un tempo usati e scartati con la sublime indifferenza della bellezza più crudele, ora le sembrano terribilmente vecchi, e molto più felici di lei. Non conosco la fine di questa storia, ma i romanzi di Arnim sono di quel tipo che vorresti non finissero, deliziosi come solo un tè e pasticcini all’inglese sanno essere. 

*Rimpiango, a volte, la sensazione di piacere autenticamente sensuale della carta, eppure la possibilità di acquistare ebook a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza necessità di ampliamenti architettonici che i miei ritmi renderebbero altrimenti inevitabili rende l’esistenza dell’ebook Reader un’autentica benedizione. Per chi volesse, nella sezione “Select bibliography” della pagina Wiki in inglese dedicata a E. Von Arnim ci sono diversi link alla versione digitale di alcuni suoi romanzi, per i quali i diritti d’autore sono decaduti e che si possono quindi scaricare gratuitamente in diversi formati dal Gutenberg Project. Li trovate, ovviamente solo in inglese, qui

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