La Donna. 

Quando passa la Donna? Hai pagato la Donna? Lascia, lunedì pulisce la Donna.

La Donna sono io. Non ho nome, non ho vita, per tutti loro sono semplicemente la Donna, priva di volto, uno straccio in mano come unica conferma della mia identità.  

Non ci sono fatture a mio nome, ma post it gialli su cui segno a mano le ore Li lascio vicino al computer dell’architetto l’ultimo giorno del mese, e la volta successiva trovo una busta bianca, dentro solo contanti. A Natale cinquanta euro in più, ogni cinque anni un aumento. 

Tutti i lunedì e i giovedì mattina entro nel grande negozio, la temperatura è sempre la stessa, estate e inverno, e comincio a spolverare nella quiete della penombra.

Camere, soggiorni, cucine, salotti, armadi, mensole, scrivanie. Lenta e precisa, precisa e veloce, le dita appuntite a raggiungere gli angoli più scomodi dove la polvere ama nascondersi, osservo i ripiani laccati in controluce per assicurarmi che non sia rimasto neppure un granello, sposto i soprammobili di design, spolvero la superficie che occupavano, li appoggio con precisione millimetrica nella stessa, identica posizione di prima.

La Donna prima di me l’hanno mandata via per quello, all’architetto era venuta una crisi nervosa quando il suo sguardo si era posato su quello strano razzo fuori posto, dicono che serva a spremere le arance, ma io non lo so, come si possa spremere un’arancia su quel ragno di acciaio, non la vorrei bere, una spremuta d’arancia fatta con quel coso. Ma non ha importanza, nessuno mi chiederà mai di farlo. Il mio compito è semplice, devo spolverare e assicurarmi che il ragno di acciaio sia esattamente a quindici centimetri dall’angolo del piano di marmo, a salvare l’equilibrio del cosmo e la salute dell’architetto. È uno che si agita facilmente, l’architetto. 

Io spolvero il suo negozio pieno di mobili e cose superflue, a volte bellissime e altre volte parecchio brutte, di una bruttezza che però piace a quelli ricchi che le comprano. È il gusto del kitsch, mi ha spiegato una volta, una delle poche i cui mi abbia mai rivolto la parola per più di un distratto buongiorno. Io ho annuito a testa bassa, senza dire niente, e ho continuato a spolverare. Lui si è allontanato con un sospiro rassegnato, inutile sprecare tempo a parlare con me. 

Da dodici anni, due volte alla settimana, io spolvero tutte le stanze, una dopo l’altra, seguendo sempre lo stesso percorso. Tranne ad agosto. Ad agosto è chiuso. 

Mi muovo in silenzio, almeno finché non arriva il momento di accendere il pesante aspirapolvere, e a testa bassa, perché nessuno veda la luce nel mio sguardo. 

Chilometri e chilometri di pavimento lucido, decine di stanze artificialmente perfette, perfettamente pulite. 

Nessuno sospetta. Nessuno potrebbe. Nessuno immagina quante vite immaginarie ho trascorso lì dentro, quanti nomi e quante famiglie ho avuto.

Ogni volta che arriva una stanza nuova, dopo il fracasso dei montatori, dopo il chiacchiericcio fatuo della decoratrice, lontano dalle ricche e annoiate signore che cambiano mobili più spesso di quanto io cambi scarpe, quando torna il silenzio, io mi invento una nuova vita per quella stanza. Un nuovo nome. È sempre casa mia, che spolvero. 

Ho avuto figli e amanti, mariti e clienti. Ho cucinato risotti di pesce per sedici persone e rotto piatti immaginari contro le pareti di cartongesso. Ho consolato lacrime e versato bottiglie d’annata. Ogni stanza un nome, una storia, sempre nuova, sempre diversa, le vite immaginarie sono molto più interessanti e assai meno faticose del lento trascinarsi delle settimane che tutto il resto della gente definisce realtà.

Nella penombra silenziosa del negozio io spolvero e consumo vite immaginarie. Ogni stanza, una vita. 

Io sono la Donna. Sono una, nessuna, e centomila. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...