Mi spaventano quelli che non sono qualcosa, ma. 

Non sono contro i vaccini, ma… Quando leggo questa frase mi scatta una specie di riflesso pavloviano verso il pulsante nascondi contenuti. Lo so, esiste il fenomeno della filter bubble, tale per cui tendiamo a seguire solo chi la pensa come noi, assecondati e spesso limitati da un algoritmo pericolosamente compiacente che nasconde certi contenuti e ne privilegia altri, più vicini ai nostri interessi e alle nostre opinioni, ed è sciocco limitarsi a leggere solo commenti e articoli che sostengono le nostre convinzioni. 

In merito ai vaccini, onestamente, nutro molti dubbi su questo delirio collettivo per cui saremmo cretini ad aver debellato malattie endemiche “naturali”: sono nel frattempo migliorate di molto le condizioni igienico-sanitarie, alimentari, il benessere ci ha reso più sani e più grassi, più resistenti a certe malattie e al contempo facili vittime di altre.

Ma non riesco a smettere di pensare che la moltitudine di medici laureati in medicina e specializzati in chirurgia, pediatria o quello che è, ecco, sia in malafede. 

Faticano a convincermi  i veementi j’accuse delle “mamme informate” in merito al fatto che la laurea in medicina preveda un solo esame sui vaccini e che quindi loro sono più preparate di un medico, più competenti, libere da influenze economiche o politiche. Ma siamo fuori di testa?? 

Io ho avuto un’infanzia fortemente medicalizzata, ai tempi in cui le relazioni con il pubblico non erano cortesi come sono oggi. Ho conosciuto medici del tutto insensibili, maleducati, arroganti, a volte incompetenti, medici  interessati solo alla gloria accademica e alle trecentomila senza fattura per sette minuti di visita superficiale. Ma ho conosciuto anche dottori e personale  di straordinaria umanità e competenza, e sono la maggior parte. Ce ne vuole di stomaco a fare quel lavoro, non si smonta mai, e io preferisco fidarmi della medicina tradizionale. Scientifica. Non certo infallibile, e sempre suscettibile di aggiornamenti, ma forse un po’ più attendibile e verificabile di un articolo da invasati complottisti. 

La violenza verbale nei commenti sotto a certi post, nonché le manifestazioni di migliaia di persone in piazza, il dilagare insomma di questa collettiva isteria antivaccinista, però, mi costringono a non limitarmi a decidere di avere ragione io e basta, bensì a leggere anche contenuti che vanno in direzione opposta. Il problema è capire quali. 

Non posso considerare attendibile il post antivaccinista di uno dei settecentomila siti che copincollano (male) pezzi di notizie farcendoli con una quantità spaventosa di banner e pop-up pubblicitari. Cui prodet? Si chiedono e ci chiedono gli antivaccinisti, riferendosi all’immenso giro di affari che le case farmaceutiche muovono grazie ai vaccini. Cui prodet, ovvero a chi giova, mi chiedo anche io, vedendo medici che tra un post e l’altro promuovono libri, eventi e cose a cui certo non partecipano gratuitamente. Perché qualcuno vuole così fortemente combattere i vaccini? Perché stiamo dibattendo come pazzi scatenati si questa cosa, dopo decenni di consolidata profilassi? Stiamo rincoglionendo del tutto? Pare di sì, a guardare sui social. 

Cui prodet me lo chiedo quando vedo l’ennesimo link sul tema e mi ritrovo aperte sei altre finestre di navigazione verso altri siti, senza che io abbia nemmeno cliccato niente. Il legittimo sospetto che qualche gestore possa aver pensato di sfruttare il tema caldo per raccogliere visite e soldi, soprattutto quando ti ritrovi senza manco accorgertene, iscritta a un servizio a pagamento di cinque euro alla settimana da cui sembra quasi impossibile uscire, ecco, mi viene. 

“Non sono contro i vaccini, ma” è una delle frasi che mi spaventano di più. È come “non sono razzista, ma”, dove il sottinteso è che non sono razzisti loro ma sono quegli altri a essere negri/terroni/ebrei/musulmani o quello che è. È lo stesso che dire “non sono omofobo, ma che facciano a casa loro quelle porcherie”. Sono ambiti diversi, chiaramente, non sto affatto dicendo che gli antivaccinisti siano omofobi o razzisti, e lo preciso perché non è vero che, come si dice qui, io sia responsabile di quello che dico e non di quello che capite voi, bensì sono completamente responsabile delle possibili interpretazioni sbagliate di quello che scrivo. 

In generale mi spaventano, quelli che non sono qualcosa, ma. Quelli che non è per i soldi, però: non è mica vero, è proprio e solo per i soldi. 

Quelli che dicono agli altri di svegliarsi, quelli che hanno capito tutto, che non hanno dubbi ma solo certezze. Preferisco quelli che si dichiarano ignoranti e contenti, quelli che almeno te lo dicono, che non gliene frega niente e di passargli la gazzetta.  Preferisco quelli che non si fanno domande solo retoriche, per le quali l’unica risposta corretta è la loro, quelli che non cercano di convertirti a tutti i costi. 

Non so dove stia la ragione, se ve ne sia una solamente o molte più di una. Per quanto mi riguarda, è  brutto da dire, ma a volte sembra, dai commenti dei più esagitati, che non vaccinarsi sia una specie di selezione naturale della specie. C’è da mettersi le mani nei capelli, e spegnere Facebook perché siamo ben oltre il limite di una follia che non merita elogi, bensì biasimo solamente. 

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