Piccolo straniero.

Il grande è andato al cinema con papà. Avengers, roba da uomini. Il piccolo è troppo argentovivo per resistere a 128 minuti di film alle nove e mezza di sera, quindi è rimasto a casa. Abbiamo visto tre ultimissimi cartoni animati e fatto tre ultimissime partite, poi ha detto basta, non ce la faccio più, si è trasformato in un sacco di patate inerte e si è fatto cambiare, portare in braccio fino al bagno, lavare i denti, portare in camera. È stato lí che mi ha detto che lui certe volte quando lo faccio incavolare (!) mi dice sottovoce che mi odia, invece non è mica vero. Poi mi ha dato un abbraccio dei suoi, uno di quelli che mieteranno vittime, perché lui ti prende il volto con entrambe le mani e ti bacia tutta la faccia ridendo, poi ti stringe forte e ti dice all’orecchio sei bellissima mamma e ti voglio tanto bene. Tutto acquista ancora più senso, le preoccupazioni svaniscono, e il tempo si ferma. Mio piccolo straniero, di cui so tutto, eppure niente.

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